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Albanesi di Calabria, una lunga storia di accoglienza. Il Presidente d’Albania all’Unical

“Ur gur bëhet mur”, “mattone su mattone si costruisce il muro”. Franco Altimari usa un vecchio proverbio albanese per spiegare la pazienza, il lavoro e la determinazione che caratterizzano da secoli la tempra del suo popolo. A 550 anni dalla morte dell’eroe nazionale Giorgio Castriota Scanderbeg, il presidente dell’Albania Iliar Meta è venuto in Calabria per rendere omaggio alle comunità arbereshe che qui trovarono accoglienza sin dalla prima migrazione, seguita proprio alla morte di Scanderbeg. Dopo l’incontro con il presidente Sergio Mattarella ieri a San Demetrio Corone – dal forte valore simbolico, per il messaggio di accoglienza ed integrazione che ha trasmesso – il presidente Meta ha visitato stamattina l’Università della Calabria, dove è attiva la cattedra di Albanologia, fra le poche nel panorama nazionale. “Quasi 50 anni fa, quando l’Unical stava per nascere – ricorda con una punta di orgoglio il professore Altimari – il rettore Beniamino Andreatta venne a visitare le nostre comunità. Ecco perché in questo ateneo si insegna Albanese”. Oggi nell’archivio del Dipartimento di Culture, Educazione e Società, sono presenti 250 tesi di laurea e 25 tesi di dottorato. “Sono questi i muri che abbiamo costruito – continua il docente – non i muri che si costruiscono oggi, per impedire le migrazioni. Noi siamo stati accolti in Calabria e con l’accoglienza rispondiamo contro chi vuole chiudere le frontiere”. 
L’ondata migratoria più recente dall’Albania all’Italia risale ai primi anni Novanta, subito dopo la caduta di un altro muro, quello di Berlino. La crisi che investì i Paesi dell’Est spinse gli albanesi a trovare dinuovo conforto nel Sud Italia. L’immagine della nave Vlora con ventimila profughi a bordo fece il giro del mondo. Poi la guerra civile nel 1997 e i nuovi profughi. Vent’anni dopo l’Albania è radicalmente cambiata, la ricchezza del Paese cresce a ritmo sostenuto, il turismo è in forte espansione e il suo sviluppo è superiore a quello di tante aree del Sud Italia. A ricordarlo è Cesare Marini, ex senatore della Repubblica nato a San Demetrio, dove è stato anche sindaco. A lui il Presidente Meta ha voluto consegnare un riconoscimento per l’impegno profuso nella valorizzazione della cultura albanese. Il professore Altimari invece, visibilmente commosso, ha ricevuto la medaglia d’onore. 
“Sono fiducioso che da questa università – ha dichiarato il Presidente – emergeranno giovani albanologi di successo, degni studiosi del mondo italo albanese, che daranno un contributo straordinario non solo al rafforzamento dell’amicizia tra i nostri due popoli, ma soprattutto al progresso e al futuro europeo degli albanesi stessi”.

Daniela Ielasi

FaC

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