CULTURA UNICAL

Beni culturali e innovazione tecnologica, un connubio necessario

L’importanza della cultura e la valorizzazione dei beni culturali, sia in Italia che in Europa, sono stati i temi al centro del convegno organizzato dal CDE, Centro di Documentazione Europea, lo scorso 16 novembre all’Università della Calabria. Moderato da Andrea Gualtieri, giornalista di Repubblica, l’iniziativa ha visto tra gli ospiti, oltre al Magnifico Rettore Crisci, anche la deputata del Partito Democratico Anna Piccoli Nardelli. Presidente fino al 22 marzo 2018 della VII commissione cultura, scienza e istruzione, l’onorevole Nardelli ha sottolineato come in Italia vi sia un problema istituzionale alla base. Un quadro politico in cui i progetti a lungo termine – e i progetti inerenti alla cultura hanno necessariamente bisogno di tempo – sono mal visti e sostituiti dai cosiddetti “short term”, con la conseguente richiesta di un risultato immediato. Tutto ciò influenza l’interesse verso i beni culturali, con un arretramento sul piano delle conquiste in ambito culturale (si pensi alla 18app, all’ingresso gratuito nei musei durante la prima domenica del mese e tante altre) fatte dalle precedenti legislature.      
Anna Rovella, organizzatrice e promotrice del convegno, nonché responsabile accademico del CDE (Rete italiana dei centri di documentazione europea), ha illustrato in proposito il progetto “Popoli, culture e tradizioni: un patrimonio comune per l’Europa del futuro”, basato sul legame tra turismo e patrimonio culturale, sull’incremento della partecipazione dei giovani agli eventi, sulla tutela sopratutto del patrimonio a rischio e sull’innovazione. Dal 2007 infatti l’Europa punta sul settore, stanziando nello scorso anno circa 100 milioni di euro per la ricerca. “L’obbiettivo del CDE -afferma la  Rovella- è quello di far circolare le informazioni circa i beni culturali in Europa attraverso diverse attività, opuscoli e bibliografie” – nelle 50 sedi italiane troviamo un vastissimo patrimonio bibliografico (circa 2700 volumi). Nato nel 1963, attualmente il CDE ha 400 sedi in Europa, la maggior parte delle quali si trovano nelle università. 
Interessante l’intervento della giovanissima Elena Previtera, 23enne, che ha presentato “Culturit”, l’organizzazione no profit che vede la collaborazione, a titolo completamente gratuito, tra studenti, professori e professionisti, con lo scopo di formare gli studenti ed aprirli al mondo del lavoro. Il network è diviso in più settori, dalle risorse umane alla comunicazione e al marketing. In “Culturit” ragazzi di diverse età, laureati in diversi ambiti, vanno alla riscoperta dei beni culturali nelle nostre città italiane, organizzando eventi di vario genere.
A prendere parola sono stati anche due docenti dell’Università della Calabria, Nicola Leone e Roberto Guarasci. Per una maggiore valorizzazione del patrimonio culturale, i due docenti propongono una collaborazione tra i dipartimenti scientifici ed umanistici, in modo da mettere a disposizione della cultura le nuove tecnologie informatiche. È chiaro che il futuro è dominato dalla tecnologia. Per avvicinare i giovani alla cultura, la strada giusta sembra essere una rivisitazione dei beni culturali proprio attraverso il web.

Carmen Bertucci

FaC

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