AREA URBANA Calabria UNIVERSITÀ

Beni pubblici e comuni, presentata al DAM la proposta di legge

Il DAM dell’Università della Calabria ha ospitato venerdì scorso l’incontro “Beni Comuni, una proposta di legge di iniziativa popolare”, che ha visto tra gli ospiti Alberto Lucarelli, vicepresidente del Comitato Popolare Difesa Beni Pubblici e Comuni “Stefano Rodotà” ma anche diversi docenti Unical, attivisti e amministratori locali, come il sindaco di Polistena Tripodi. Fortemente voluto dal professore Walter Nocito e da Francesco Saverio Oliverio, dottorando di ricerca in beni comuni, introdotto e coordinato dalla giornalista Daniela Ielasi, l’incontro è stato il primo a livello regionale e costituisce il punto di partenza della campagna di raccolta firme sul territorio (che a livello nazionale sono già arrivate a quota 100.000). 
“Questa è l’ultima occasione che abbiamo nel nostro Paese per difendere quel che resta dei beni pubblici e comuni – ha detto Lucarelli – dopo la vendita e la svendita avviata dallo Stato e dai Comuni per fare cassa”. E’ successo a Napoli, come ricorda lo stesso Lucarelli, ma è successo anche nella nostra Rende, come ricorda Ielasi. Si stima in circa 900 miliardi di euro il valore dei beni che, a partire dagli anni 90, i diversi governi italiani hanno svenduto. Da risorse naturali a palazzi storici consegnati nelle mani di privati. I beni comuni sono quei beni destinati all’uso collettivo per via della loro natura socio culturale, e che se sfruttati da singoli o abbandonati causano ripercussioni negative su tutta la collettività.
Nasce in questa prospettiva il “Comitato popolare Rodotà” che ha anche portato alla nascita in Senato di una commissione parlamentare nel 2007, che prese il nome di Commissione Rodotà dal suo ispiratore, il compianto giurista di origini cosentine Stefano Rodotà: l’obiettivo era quello di redigere uno schema di legge delega di riforma del Codice Civile sui beni comuni. Tale riforma non arrivò a compimento a causa della crisi del 2008 e anche della disattenzione da parte degli altri governi.
La mission del Comitato popolare Rodotà è quella di tutelare i beni comuni e nel contempo stimolare e difendere il diritto alla partecipazione e la democrazia diretta, poiché in attuazione dell’articolo 1 della nostra Costituzione “la sovranità appartiene al popolo”. L’obiettivo a breve termine è raggiungere un milione di firme anziché le 50mila previste per le proposte di legge di iniziativa popolare. I pentastellati dovrebbero essere sensibili al tema, ma Lucarelli non sembra così fiducioso. “Il governo gialloverde – ricorda – ha approvato una proroga di altri 15 anni sulle concessioni marittime, è un governo che predica bene ma non agisce di conseguenza”. La campagna di raccolta firme servirà comunque a sensibilizzare i cittadini, a informarli, a renderli coscienti dei propri diritti. 
Il dibattito seguito è stato molto qualificato e stimolante. Adesso è necessario spingere la raccolta firme avviata già in diversi comuni come Rende, Rose, Montalto, Cosenza. 

Giada Rita Filippo

FaC

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