Unical UNIVERSITÀ Zoom

Biblioteche aperte alla consultazione ma non allo studio, flash mob degli studenti

Come previsto dall’ultimo decreto rettorale datato 4 dicembre, le biblioteche dell’Unical hanno da poco riabilitato la consultazione in loco dei testi esclusi dal prestito, “per venire incontro alle esigenze di tesisti e dottorandi, al fine di consentire la conclusione del loro iter degli studi”. Il servizio è attivo da qualche giorno e funziona tramite prenotazione su una piattaforma, a cui si accede con Spid o tramite le credenziali di Esse3. Fatta la prenotazione, ci si può recare in biblioteca per un tempo che oscilla fra trenta minuti e due ore al massimo (il tempo di consultazione varia in ogni biblioteca ed è consultabile sul sito del sistema bibliotecario d’ateneo).

Uno sforzo apprezzabile, che però non cambia quasi nulla per buona parte degli utenti, che attendono da mesi la riapertura delle sale per lo studio individuale. Il tema viene ampiamente dibattuto anche a livello nazionale a cura di diverse associazioni, tra cui ADI, l’associazione dottorandi italiani. Le biblioteche sono state chiuse in tutto il territorio nazionale sin dal primo lockdown di marzo e non è mai stata sviluppata una strategia per riaprirle in sicurezza. Questo gli studenti e le studentesse lo avevano compreso già nel mese di marzo quando, in piena sessione d’esami, erano state chiuse librerie, biblioteche, copisterie, sale studio. Anche durante l’estate, quando il governo decise di riaprire le discoteche ma non concesse la riapertura delle sale studio e delle biblioteche, si era assodato che nel nostro Paese la cultura e il mondo accademico fossero ritenuti il fanalino di coda nelle scelte politiche. 

Eppure le università potrebbero andare in controtendenza, assicurando spazi sicuri per lo studio negli atenei. L’Unical in particolare, con la sua app di tracciamento e prenotazioni ha dimostrato di essere in grado di avere un ottimo livello di organizzazione nell’accesso alle aule, applicabile sicuramente in egual maniera per la contingerazione degli ingressi nelle biblioteche. Altri atenei italiani stanno garantendo spazi dedicati allo studio: sale lettura, aule, corridoi, ne è esempio l’Università degli studi di Siena, che si è organizzata gestendo gli ingressi e imponendo delle regole volte alla tutela della salute pubblica ma anche tutelando gli studenti. Il virus non passerà tra qualche settimana, imparare a conviverci significa riprenderci i nostri spazi di vita.

Anche per questo motivo un gruppo di studenti e studentesse ha lanciato un flashmob per domani venerdì 18 dicembre alle ore 10:30 davanti al rettorato. “Abbiamo deciso di riunirci davanti l’ingresso delle biblioteche per chiedere a gran voce la riapertura delle sale di lettura in tempi celeri e sicuri per tutte e tutti, per imporci con i nostri corpi nei nostri spazi, per squarciare la coltre di invisibilità che finora ci ha avvolto” scrivono in un comunicato.

Martina Talarico

 

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