MONDO Unical

Birra artigianale e sviluppo territoriale: al Dam dell’Unical l’incontro di Slow Food fra dibattito, musica e convivialità

Vivere meglio attraverso la valorizzazione dei prodotti locali” è questa la filosofia dell’associazione Slow Food che ha incontrato per la prima volta l’Università della Calabria mercoledì 6 dicembre al DAM. Insieme al rappresentante di Slow Food Cosenza e Sila Maurizio Rodighiero erano presenti la docente di Turismo e sviluppo locale Silvia Sivini, il degustatore Giuseppe Grosso Ciponte e i produttori di birra locali Eraldo e Paolo Corti. Ad introdurre la serata ci ha pensato il Peperoncino Jazz con le corde della chitarra di Sasà Calabrese che tramite le canzoni di alcuni tra i più importanti cantautori italiani ha dato vita ad un atmosfera conviviale sottolineando quanto slowfood e musica possano andare d’accordo.

La protagonista della serata è stata la birra artigianale, un prodotto che può rappresentare un’occasione di sviluppo per il territorio calabrese: Silvia Sivini ha posto la birra come vera e propria risorsa per il turismo, illustrando come in tempi recenti ci sia stata una crescita nei consumi di birra artigianale specialmente tra i giovani incrementando di conseguenza gli investimenti nella produzione. Negli ultimi anni sono nate fino a 670 attività tra pub e birrifici su tutto il territorio nazionale e ventitré sono situati proprio in Calabria. Grazie a questo sviluppo – continua Silvia Savini – sia il lato turistico che quello sociale ne hanno tratto beneficio: da una parte abbiamo l’esempio delle numerose visite guidate di turisti di tutto il mondo nei birrifici e dall’altra la collaborazione con “La casa di Nilla” che coinvolge nella produzione dei ragazzi vittime di abusi.
I due produttori Eraldo (Birrificio ‘A Magara) e Paolo (Birrificio Sette Colli), hanno raccontato le loro idee innovative e tutto quello che c’è dietro questo progetto di valorizzazione del territorio a 360°. Ma hanno sottolineato anche il limite della produzione: l’assenza di una malteria, ad esempio, che implica l’abbassamento della percentuale di provenienza massima di prodotti utilizzati ma che allo stesso tempo stimola ad utilizzare altri tipi di prodotti di origine calabrese e sperimentare nuovi gusti.
Ad unire e guidare i produttori con i partecipanti è stato il Giuseppe Grosso Ciponte che ha parlato dell’importanza del territorio non solo per quello che da alla produzione ma anche per il suo valore estetico; Grosso Ciponte ha spiegato che in alcuni casi i birrifici vengono costruiti in aree molto belle dal punto di vista paesaggistico, per ispirare chi produce e chi consuma. Il birrificio De Alchemia di Saracena, ad esempio, la cui collocazione sul mare ha ispirato la produzione di una birra che unisce il sale del mar ionio, i limoni di Rocca Imperiale e il riso di Saracena, perfetto equilibrio tra territorio e sviluppo. Durante la degustazione finale le birre sono state accompagnate dal Pane di Cuti e dall’olio biologico di Cleto, altri due produzioni artigianali calabrese.

 

Slowfood è un associazione noprofit fondata da Carlo Petrini nel 1986, l’associazione lavora ogni giorno in più di 150 paesi per promuovere una giusta alimentazione e dare valore al cibo: l’obiettivo è quello di contrastare l’omologazione del gusto e si occupa di qualsiasi prodotto realizzato con tecniche antiche affiancate da innovazione, tutti i produttori sono accomunati dal bisogno di mandare avanti la propria terra offrendo prodotti di qualità a tutela del piacere di vivere.
 
Nicola Durante
FaC

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial