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Calabria, nuova ordinanza regionale chiude tutte le scuole

In Calabria sono sospese tutte le attività scolastiche di ogni ordine e grado, con ricorso alla didattica a distanza, dal 16 al 28 novembre. È quanto prevede la nuova ordinanza (la n. 87) firmata dal presidente facente funzioni della Giunta regionale, Nino Spirlì. “Non è stata una decisione facile, ma il momento è drammatico e le famiglie calabresi devono essere tutelate”, ha dichiarato il rappresentante dell’esecutivo regionale. Non sappiamo al momento se l’Università rientra nella medesima ordinanza: com’è noto la zona rossa in Calabria è prevista fino al 20 novembre, e all’Unical ad esempio il rettore ha disposto la sospensione dell’attività didattica in presenza fino a quella data. Ma questa nuova ordinanza sembra dare per scontato che la zona rossa sarà prorogata almeno di un’altra settimana. 

Alcuni sindaci calabresi in verità avevano già disposto la chiusura delle scuole. A Rende Marcello Manna aveva chiuso da una settimana, fra le proteste dei genitori, mentre a Cosenza, difronte alle resistenze del sindaco Mario Occhiuto che continuava a tenere aperto, le famiglie si erano divise, protestando su entrambi i fronti. A Catanzaro il sindaco Abramo aveva deciso di chiudere le scuole proprio due giorni fa. La nuova ordinanza regionale leva i primi cittadini dall’imbarazzo e uniforma i comportamenti su tutto il territorio calabrese.  

“Il provvedimento firmato oggi da Spirlì – si legge in una nota dell’ufficio stampa – prende atto che dalle ultime analisi epidemiologiche elaborate dal personale del Gruppo operativo dell’Unità di crisi regionale si registra un incremento nei valori degli indicatori di allerta. Nella riunione tecnica dello scorso 13 novembre con i direttori dei dipartimenti di Prevenzione delle Aziende sanitarie provinciali, è stata rappresentata da questi la problematica connessa ai numerosi contagi di studenti e operatori scolastici, che rischia di determinare un continuo aumento della diffusione epidemica, atteso che le scuole, soprattutto quelle dell’infanzia e primarie, rappresentano un luogo di aggregazione in cui il rispetto del distanziamento interpersonale è complicato e la possibilità di trasmissione del contagio di origine domiciliare è amplificata. Studi scientifici internazionali «evidenziano come la sospensione delle attività scolastiche possa nel medio periodo ridurre tra il 15 ed il 24% la capacità di riproduzione del virus”.

Nella stessa ordinanza viene disposto lo screening gratuito, mediante tampone rapido antigenico, ai genitori degli alunni che frequentano la scuola primaria e la scuola dell’infanzia, da effettuarsi a cura della Aziende sanitarie provinciali, secondo le indicazioni e le priorità fornite dall’Unità di crisi regionale ai dipartimenti di Prevenzione e con il coinvolgimento dell’Ufficio scolastico regionale.

r.f.c.

FaC

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