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Il coraggio di essere Malala. Al PTU spettacolo per le scuole di Rende

La storia di Malala Yousafzai, premio Nobel per la pace 2014, ha fatto il giro del mondo per la tenacia ed il coraggio dimostrato da questa giovanissima attivista pakistana nella difesa dei diritti delle donne e del diritto all’istruzione per tutti. Oggi, uno spettacolo teatrale scritto e diretto da Dora Ricca, e prodotto da Teatro Rossosimona, ne ricorda l’importanza e l’esempio per le nuove generazioni.
Tratto dall’autobiografia di Malala Yousafzai, dopo aver debuttato al Teatro dell’Acquario di Cosenza, lo spettacolo replicherà all’Università della Calabria lunedì 22 ottobre alle ore 10, in una matinée dedicata agli studenti delle scuole rendesi. “Anch’io sono Malala: storia di una ragazza come me” con Noemi Caruso nel ruolo di Malala, andrà in scena al Piccolo Teatro Unical. Lo scopo dell’evento, patrocinato da Unicef, Women’s Studies Milly Villa UniCal e dall’associazione What woman want, è quello di trattare temi come l’integrazione, il diritto all’istruzione e il ruolo della donna nelle diverse società, partendo dall’incredibile vicenda di Malala.
Tutto ebbe inizio nel 2008 quando la giovane attivista divenne celebre per il suo blog, curato per la BBC, nel quale, appunto, documentava il regime dei talebani pakistani e rivendicava il diritto all’istruzione delle donne. Il 9 Ottobre del 2012 però accadde l’imponderabile: un gruppo di uomini armati colpì alla testa la giovanissima Malala mentre viaggiava sul pullman scolastico che, da li a poco, l’avrebbe riportata a casa da scuola in quella che sembrava una giornata come tutte le altre. Fu ricoverata nell’ospedale militare di Peshawar, dove le vennero rimossi i proiettili dalla testa. Nonostante tutto, Malala continuò nella sua lotta per i diritti all’istruzione e ricevette nel 2013 l’International Children’s Peace Prize (viene assegnato annualmente a un bambino che ha dato un contributo significativo alla difesa dei diritti dei bambini). Nello stesso anno, in occasione del suo sedicesimo compleanno, tenne un discorso al palazzo di vetro di New York dove, appunto, lanciò un appello per l’istruzione delle bambine e dei bambini di tutto il mondo. Un anno dopo, precisamente il 10 Ottobre, Malala ricevette il premio Nobel per la pace, diventando la più giovane nella storia a ricevere questa onorificenza.
Malala scrive che per cambiare il mondo può bastare veramente poco (“Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”) e non serve la violenza (“Prendiamo in mano i nostri libri e le nostre penne. Sono le nostre armi più potenti”). Un insegnamento da custodire e tramandare, anche attraverso il teatro.

l.m.

FaC

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