AREA URBANA Rende

Crisi idrica a Rende, Miceli (M5S) denuncia l’immobilismo della giunta

“Una cosa è certa, per come dichiarato dall’assessore al Bilancio: il Comune di Rende non ha stanziato un solo euro per l’ammodernamento della rete idrica, che presenta una dispersione pari al 50% (su cento litri immessi, cinquanta si perdono per strada). Né ha preteso i fondi dalla Regione (Oliverio aveva promesso finanziamenti pari a 4 milioni di euro) per risolvere una emergenza che oramai è ciclica”. Il consigliere comunale dei Cinquestelle Domenico Miceli interviene in una nota per denunciare l’immobilismo della giunta guidata da Marcello Manna, in merito alla grave crisi idrica che sta colpendo i cittadini di Rende.”Non esiste un vero piano di contrasto e di mitigazione dei disagi – continua Miceli – i quartieri più colpiti sono ancora oggi sprovvisti di autocisterne e non esiste un calendario delle erogazioni fornito ai residenti. Si brancola nel buio, senza organizzazione e senza programmazione”.
Da giorni i rendesi sono costretti a fare i conti con una riduzione notevole della portata d’acqua, che in alcuni momenti della giornata provoca interruzioni dell’erogazione a macchia di leopardo e, soprattutto, senza preavviso. Ieri, durante il consiglio comunale della città, il sindaco ha invitato il direttore di Acque Potabili e Servizi Idrici Integrati, Alessando Tenuta (nella foto), ad illustrare la situazione. “I mesi di settembre, ottobre, novembre sono i periodi di massima magra delle sorgenti – ha spiegato il direttore – quest’anno, in particolare, si è verificato, ed è attualmente in essere, un abbassamento delle portate delle sorgenti che giungono dal Pollino e che, inoltre, alimentano il grosso Acquedotto Abatemarco”. Si tratterebbe di una diminuizione pari al 40%, vale a dire circa 40 litri in meno rispetto alla normale fornitura di acqua di 110 l/s. Per sopperire a tale riduzione, i tecnici di Acque Potabili e Sorical SPA, le due società che gestiscono il servizio idrico, stanno pertanto avviando delle manovre aggiuntive sulle condotte adduttrici. Interventi mirati per far arrivare e garantire l’acqua anche nelle zone più alte del territorio, in cui il disagio è maggiore: Roges, Commenda, Arcavacata. “Stiamo razionando l’acqua in diverse zone della città – ha concluso Tenuta – e stiamo facendo il possibile per distribuirla equamente. Essa è poca e, di conseguenza, svuotandosi i serbatoi, si sta verificando uno scompenso della rete”.

r.f.c.

FaC

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