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Da studente a rettore dell’Unical. Cerimonia partecipata per Nicola Leone

“Latorre sei anni fa mi consegnò le chiavi del Rettorato, io ti consegno il mio badge”. Stamattina il rettore uscente Gino Mirocle Crisci ha passato il testimone al successore Nicola Leone, nel corso di una cerimonia in Aula Magna da lui stesso organizzata, alla presenza della comunità accademica e delle autorità locali, politiche e religiose. Docenti, pta e rappresentanti degli studenti non sono voluti mancare all’appuntamento, riempiendo la sala fino all’ultimo posto. Fra gli altri, Raffaele Perrelli e Luigi Palopoli, a cui il neo Rettore ha immediatamente rivolto il suo saluto prendendo la parola. In prima fila il governatore della Regione Calabria, Mario Oliverio, più volte citato e ringraziato durante gli interventi dai due Magnifici, a fianco il sindaco di Rende Marcello Manna. 
Il decano facente funzioni è Giuseppe Chidichimo, il suo elogio va alla “generazione di mezzo”, quella “che ha reso grande l’Unical” trasmettendo “le idee dei padri fondatori alla nuova generazione di colleghi”, di cui lo stesso Leone fa parte. “E’ il primo allievo di questa università a diventare rettore”, ricorda il decano trascinandosi l’applauso della platea. Uno studente che alloggiava al Blocco 3 delle Maisonnettes, ricorderà lo stesso Leone poco dopo, e che all’epoca non avrebbe mai immaginato di diventare rettore dell’Unical. Uno studente brillante, che si è sudato meriti e riconoscimenti internazionali, e che oggi è chiamato ad interpretare i sentimenti contrastanti di una comunità variegata e largamente insoddisfatta.
Nonostante l’autocelebrazione di Crisci, si percepisce un senso di liberazione fra quanti siedono in Aula Magna: i dipendenti, a cui l’uscente chiederà scusa a fine discorso per le mancate progressioni verticali, sono i più scontenti. E anche fra gli studenti delle ultime file si leva un timido “Vai a casa!” quando il suo intervento sfiora la mezz’ora. Ripropone il video elogio dell’ateneo, proietta slides, classifiche, cifre milionarie e, su tutte, si sofferma sulla foto simbolo del suo mandato: i rettori calabresi con il Presidente Oliverio. Sono 72 milioni gli euro ricevuti dalla Regione, altri 11 sono in arrivo. Fra i meriti indiscussi del sessennio, c’è la copertura totale delle borse di studio, l’efficientamento energetico, la programmazione triennale del Cams: tutti risultati possibili grazie proprio al sostegno regionale. Crisci rivendica anche l’aumento dei progetti nazionali e internazionali di ricerca, per quanto solo indirettamente. Ci prova anche con la didattica, ma è evidente che a parte i fondi per aule e laboratori, non ha molto altro da aggiungere. Mentre sul Campus, nonostante le dichiarazioni, il fallimento è sotto gli occhi di tutti, tanto che Leone nel suo intervento tornerà ancora su quel famoso supermercato di cui si parlava sei anni fa e che non ha mai visto la luce.
Da ex studente fuori sede, Leone ricorderà la vita negli alloggi, bellissima ma complicata, con i trasporti pubblici all’anno zero e le automobili che progressivamente hanno invaso il Campus. Forse per questo promette “più servizi e più attività sociali” e un progetto di “social housing” capace di sviluppare comunità e integrazione. Annuncia la creazione di un Ufficio per la progettazione: la delega alla ricerca e al trasferimento tecnologico verrà sdoppiata, prevedendo un team esperto al lavoro sui bandi. La squadra sarà presentata a novembre, subito il direttore generale, poi “una squadra ampia, con più persone e più donne”, per un decentramento e un coinvolgimento maggiore nella governance. Per la revisione della didattica servirà più tempo, il primo anno si pianificherà e l’anno successivo sarà formulata la proposta. Alla politica il Magnifico assicura collaborazione ma nel rispetto dei ruoli, “non saremo servili” afferma, chiedendo da subito impegno verso l’approvazione di una legge regionale sul diritto allo studio che renda strutturali i risultati ottenuti per gli idonei beneficiari. Infine, un messaggio di sobrietà: “per i primi due anni limiterò la rappresentanza istituzionale evitando di presenziare a tutti i convegni, scusate ma preferisco rimanere nella mia stanza a lavorare”.
Piace la scelta di questo suo basso profilo, anche ai più scettici.

Daniela Ielasi 

FaC

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