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Dal Cipe 90 milioni per il centro storico. I cittadini chiedono di partecipare

Il CIPE Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha deliberato nella riunione di oggi lo stanziamento di 360 milioni per i centri storici di quattro città del sud, Cosenza, Napoli, Palermo e Taranto. Alla città dei Bruzi sono destinati 90 milioni di euro, che si aggiungono ai 9 milioni già deliberati dal Mibact ed ai 15 milioni provenienti dall’agenda urbana. Un corposo investimento, quindi, pari a 114 milioni di euro in totale, interesserà la città vecchia nei prossimi anni, ma riguarderà in buona sostanza le infrastrutture, l’arredo urbano e il patrimonio monumentale. Sulla delibera del CIPE torna ad esprimersi il Comitato Piazza Piccola, che già nelle settimane passate aveva criticato la destinazione dei fondi Mibact, considerate le caratteristiche peculiari del centro storico ed i problemi legati soprattutto alla fatiscenza dei palazzi di proprietà privata.
“Chi conosce la nostra città – scrive il Comitato – sa bene che i più grandi, drammatici e annosi problemi riguardano i beni immobili di proprietà dei privati, il patrimonio abitativo in genere, sempre più spesso a rischio crollo; a ciò si aggiungano l’assenza totale di servizi primari, la precarietà del sistema fognario, le perdite del sistema idrico, tutti fattori la cui efficienza rende una città tale per i suoi abitanti. Al contrario, ciò che cresce è solo ed unicamente il disagio sociale”. Il Comitato chiede in proposito di “iniziare delle sperimentazioni per mettere in atto esempi concreti di condivisione abitativa, venendo incontro alle esigenze di cittadini che vivono condizioni di disagio e che potrebbero usufruire di servizi condivisi e accesso a strutture assistenziali create ad hoc nel centro storico, che anche così ritornerebbe vitale”. Non solo. Suggerisce anche di “coinvolgere/ formare professionalità per la ripresa, la ristrutturazione, il restauro del centro storico, ottenendo il duplice risultato di sottrarre questi interventi a gruppi poco trasparenti, e di far crescere l’occupazione qualificata”. Richieste più che legittime, considerato che ogni progetto serio di rigenerazione urbana ormai non può prescindere dal coinvolgimento dei cittadini e da una loro diretta presa di coscienza e responsabilità verso il luogo in cui vivono.
Piazza Piccola promette di vigilare sulle fasi di realizzazione dei lavori e, auspicando “il coinvolgimento di comitati e cittadini nelle fasi istruttorie per individuare i piani generali d’intervento”, chiama intanto gli interessati a partecipare all’assemblea popolare che si terrà lunedì 12 marzo alle ore 17 presso la Casa delle Culture.

r.f.c.

FaC

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