CULTURA Teatro Zoom

Dalla tradizione al contemporaneo. La nuova stagione del Teatro Auditorium

La nuova stagione del Teatro Auditorium dell’Università della Calabria non delude le aspettative. La qualità e varietà artistica a cui ci ha abituati negli ultimi anni torna a caratterizzare il cartellone assemblato con competenza dal direttore artistico Fabio Vincenzi. La seconda annualità del progetto “MeridianoSud. Dalla tradizione al contemporaneo” finanziato per tre anni dalla Regione Calabria nell’ambito dei grandi eventi, è stata presentata ieri mattina in conferenza stampa nel foyer del Teatro, alla presenza del Magnifico Rettore Gino Mirocle Crisci, dell’assessora regionale Maria Francesca Corigliano e dell’assessora comunale Marta Petrusewicz. Un tavolo a maggioranza femminile, moderato dalla giornalista Ester Apa, addetta stampa della stagione. La programmazione triennale, con un budget di 110 mila euro per anno, consente di lavorare con una tranquillità che nel mondo del teatro, e della cultura in generale, è davvero insolita. Vincenzi pone l’accento sull’importanza di avere un “teatro pubblico” come il TAU, proprio perché permette di agire senza l’ansia da botteghino, coniugando tradizione, contemporaneo e proposte locali. In sala siedono alcuni dei protagonisti della scena teatrale cosentina, da Max Mazzotta a Lindo Nudo, a Emilia Brandi, tutti coinvolti nella nuova stagione. Il direttore del Conservatorio di Musica di Cosenza, Giorgio Feroleto, sarà anche invitato a intervenire.
“Ci auguriamo che le buone prassi sperimentate proseguano oltre le scadenze elettorali”: il pensiero viene ripetuto come un mantra dai tre rappresentanti istituzionali. Università, Comune di Rende e Regione Calabria l’anno prossimo saranno impegnati nelle elezioni di rettore, sindaco e governatore. “Noi stiamo lavorando perché il buon lavoro fatto prosegua dopo di noi”, assicura il Magnifico, che il 1° novembre 2019 cederà il rettorato al suo successore. Lo staff del TAU è stato stabilizzato, Paolo Carbone, Pietro Scarcello e lo stesso Vincenzi sono dipendenti a tempo indeterminato. Ma lo strappo con il Dams non si è ricucito, e il comitato tecnico-scientifico del Cams – organo responsabile della gestione delle strutture teatrali – è scaduto da oltre un anno e non è stato ancora rinominato. In questo clima conflittuale, che si addice forse a una competizione politica, meno ad una accademica, rischiano di prevalere le ripicche personali invece del bene comune.


Ma andiamo al cartellone. C’è il contemporaneo, con interessanti ibridazioni fra cinema, teatro e musica. Si parte il 27 e 28 novembre con Claudio Santamaria e Marlene Kuntz in “Il Castello di Vogelod”, viaggio musicale nella pellicola di Murnau tra parole e immagini, per la regia di Fabrizio Arcuri. Il 13 e 14 dicembre ancora musica con Brunori che canta “Com’è profondo il mare” di Lucio Dalla, accompagnato da un ensemble speciale con orchestrazioni e arrangiamenti di Mirko Onofrio. Gradito ritorno per Luigi Lo Cascio il 29 e 30 gennaio in coppia con Sergio Rubini – che firma anche la regia – nell’adattamento teatrale dell’opera di Dostoevskij “Delitto/Castigo”. Il 5 e 6 febbraio invece Giuseppe Battiston veste i panni di Winston Churchill, personaggio iconico della politica internazionale votato naturalmente alla teatralità. 
E c’è la tradizione. Il 13 febbraio prosegue la collaborazione con Teatri Uniti di Napoli, che nel trentennale della fondazione, propone “Totò che tragedia!” ideato e interpretato dai Virtuosi di San Martino. C’è Pirandello, il 20 febbraio in “SEI” di Spiro Scimone, adattamento dei “Sei personaggi in cerca d’autore”, per la regia di Francesco Sframeli. Il 27 marzo Elledieffe presenta “Regina madre” di Manlio Santanelli, con Fausto Russo Alesi e Imma Villa, per la regia di Carlo Cerciello. Non poteva mancare Shakespeare: “Cry Havoc” è una produzione internazionale di Kairos Italy Theater in collaborazione con OnStage Festival. Scritto e interpretato da Stephan Wolfert, ex ufficiale medico dell’esercito americano, lo spettacolo è in americano con sopratitoli in italiano.
Da definire le date musicali più “classiche”. A dicembre il Conservatorio porta in scena “Cento, 1918-2018. La guerra è guerra”, orchestra di fiati con interventi attoriali di Brandi-Orrico e sonorizzazioni di Massimo Garritano. A maggio arrivano il Trio Marsili e poi i Fiati di Parma, unica orchestra da camera stabile italiana di strumenti a fiato. Infine l’originale Bubbez Trio, fra classico e moderno.
Stagione ricca, insomma. Da consultare con calma sul nuovo portale realizzato da Altrama, teatrincampus.it (non ancora attivo). Prezzo stracciato per il teatro, studenti in platea con cinque massimo otto euro; sempre contenuto ma più oneroso l’ingresso ai concerti, a causa di ingaggi più costosi dettati dalle agenzie di produzione. 

Daniela Ielasi

FaC

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