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Educazione Civica nelle scuole, presentata all’Unical la proposta di legge dell’Anci

L’inserimento dell’educazione civica all’interno delle scuole di oggi è diventata una vera e propria esigenza; in passato si è provato più volte ad introdurla nell’orario scolastico, ma i vari tentativi hanno avuto, purtroppo, esiti negativi.
Su tali premesse, martedì 11 dicembre presso il Centro congressi dell’Università della Calabria, ha avuto luogo il primo di una serie di seminari sulla proposta di legge avanzata dall’Anci (associazione nazionale dei comuni italiani) per l’introduzione dell’educazione alla cittadinanza nella scuola, una legge di iniziativa popolare, che vede tuttora in corso una raccolta firme con obiettivo 50mila adesioni.
All’incontro hanno preso parte Matilde Spadafora Lanzino, attuale assessore alla scuola del Comune di Cosenza; Gianluca Callipo, sindaco di Pizzo e Presidente ANCI Calabria, e vari docenti dell’ateneo. Il seminario è stato presieduto da Angela Costabile, docente di psicologia dello sviluppo e dell’educazione, che ha introdotto il tema dell’educazione alla cittadinanza e di come esso vada inserito, diversificandolo, all’interno delle varie fasce d’età. L’introduzione vera e propria è stata curata invece da Pupo Spartaco, docente di Dottrine politiche, che ha spiegato il concetto di cittadinanza da diverse prospettive, soffermandosi sulla ricostruzione del tema da un punto di vista storico.
Gianluca Callipo ha invece portato la sua esperienza personale di sindaco, raccontando come venga vissuto oggi (nel suo caso) il rapporto cittadino-comune: il comune è una sorta di ‘sportello del cittadino’, con aspetti positivi (tema dei beni comuni) ma anche negativi; ha inoltre evidenziato come l’iniziativa stia ormai acquisendo valore simbolico, in quanto il Governo si è già espresso favorevolmente alla nuova legge.
Sono intervenuti poi Giancarlo Costabile (Storia della pedagogia), Paola Helzel (Filosofia del diritto) e Antonella Reitano (economia e gestione delle imprese), toccando i temi del bullismo, della dispersione scolastica, di come si senta “l’esigenza di porre l’accento sui doveri poiché i diritti hanno ormai preso la forma di pretese”. Interessante l’intervento della professoressa Helzel, secondo cui il concetto di cittadinanza è mutato, soprattutto a causa di due fattori: il fenomeno migratorio, che ha creato una serie di tensioni a livello di Stato e comunità; il fenomeno della globalizzazione, che ha finito per produrre l’effetto opposto, la glocalizzazione, che porta ad esaltare il ‘locale’ e ad esaltare la propria identità local. Fenomeni questi che hanno indotto il cittadino a sentirsi isolato e abbandonato dallo Stato e a regredire al ruolo di individuo, che vive solo e non tiene conto delle conseguenze delle sue azioni sulla comunità, di cui ormai non si sente parte.
Le conclusioni sono state affidate al professore Francesco Raniolo (Scienza politica), che ha posto alcuni interrogativi (a chi andrebbe affidato tale insegnamento? professori generici offrirebbero un insegnamento interpretativo? servirebbe forse un nuovo corso di laurea?) ed una riflessione sul perché il precedente progetto di educazione civica nelle scuole sia fallito. Riprendendo le parole di Aldo Moro (il quale aveva già trattato la questione dell’insegnamento civico nelle scuole) “che la Carta Costituzionale trovi senza indugio adeguato posto nel quadro didattico della scuola di ogni ordine e grado, al fine di rendere consapevole la giovane generazione delle raggiunte conquiste morali e sociali che costituiscono ormai sacro retaggio del popolo italiano”.

Anna Stetsko

FaC

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