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Emergenza Unical, studenti e studentesse si organizzano su Telegram

Da una discussione su un gruppo di colleghi del corso di laurea di Storia e Filosofia ad una piattaforma aperta: è nato così il gruppo Emergenza Unical, uno spazio di discussione aperto a tutti gli studenti e le studentesse dell’Università della Calabria. In tempi di emergenza sanitaria e con il campus deserto ormai da quasi un anno, gli studenti provano ad organizzarsi a distanza cercando di canalizzare diverse problematiche che accomunano migliaia di persone in questa delicata fase storica.
“È nato tutto in modo casuale, diversi colleghi avevano palesato il problema della tassazione, che appariva spropositata rispetto allo scorso anno e rispetto alla situazione reddituale. Abbiamo proposto così di discuterne in un’assemblea, cercando di problematizzare e di trovare delle soluzioni”, afferma Giovanni, studente e amministratore del canale. Usare i social di questi tempi è una necessità, un modo diverso di creare comunità e discutere insieme: assemblee virtuali ogni sera sul canale Telegram del gruppo, meme divertenti e tanta determinazione nel porre all’attenzione diverse criticità che gli studenti e le studentesse dell’Unical stanno vivendo in questi mesi.
“Nessuno pensa di avere le tavole della legge che calate dall’alto ci daranno ciò che ci spetta. In pochi giorni le proposte e i dibattiti sono aumentati, indice che c’è chi è molto deluso ma determinato a risolvere i problemi”. La prima di queste proteste virtuali si è materializzata nei gironi scorsi: un socialbombing sulla pagina Instagram dell’ateneo utilizzando l’hashtag #emergenzaunical. Gli iscritti al canale hanno assaltato un post pubblicato dall’ateneo con oltre 400 commenti contenenti diverse problematiche, tra cui appunto la questione tasse.
“In economia il Covid è stato definito il cigno nero, ciò che ha palesato le storture del mercato, lo stesso vale nell’università. Le contraddizioni c’erano già da tempo ma erano latenti e tenute latenti soprattutto da alcune associazioni. C’è voglia di decostruire questo modello imposto da anni di fare politica universitaria”. Una forma adatta ai tempi che stiamo vivendo, slegata da logiche partitiche e dall’associazionismo studentesco, e aperta a chiunque voglia aderirvi. 

Martina Talarico

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