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Erasmus e pandemia, convivenza difficile ma non impossibile. L’Unical accetta la sfida

“L’Erasmus ai tempi del Covid 19: una sfida da vincere”, questo è il titolo del video pubblicato sulla bacheca notizie del Portale dell’Università della Calabria. Curato dal gruppo di studio Comunicazione coordinato da Olimpia Affuso, il video è stato realizzato dagli studenti del corso di studi in Scienze dell’Amministrazione, Silvia M. A. Presta, Nicholas Granata, Alessio Prezzo, Silvio Rizzo, Ruben Montagna, Flavio Mauro, Federico Martinello. “Il Covid non ferma l’Erasmus”, si legge nella presentazione. Ma è davvero così?

 

In un momento storico in cui la pandemia di Covid-19 mette a dura prova l’esperienza universitaria (limitandone l’offerta formativa così come quella umana e sociale), tanti danno per scontato che la mobilità internazionale debba rimanere un bel ricordo lontano. Invece, nonostante alcuni atenei italiani abbiano deciso di sospendere gli scambi internazionali, ha ragione il video dell’Unical: il programma europeo per la formazione giovanile Erasmus+ non si ferma. Così riporta il sito web della Commissione Europea alla voce Coronavirus Impact: si va avanti rispettando “i limiti e le misure di contenimento a livello nazionale” e “continuando ad adattarsi alla situazione pandemica e al suo continuo evolversi, chiarendo e semplificando le regole, in cooperazione con Erasmus+ National Agencies and the Education, Audiovisual and Cultural Executive Agency (EACEA)”.

L’Università della Calabria accetta dunque la sfida, scegliendo di continuare a dare ai propri studenti l’opportunità di fare nuove esperienze formative all’estero, di accrescere il proprio bagaglio culturale, di mettersi alla prova in un contesto fatto di cooperazione e innovazione: parole chiare su cui si fonda l’esperienza Erasmus sin dal 1987. Una sfida non priva di difficoltà, come ci spiega Alberto Di Renzo, delegato del rettore Unical per il Programma Erasmus. “Nell’anno accademico scorso – ci racconta – la non semplice gestione delle mobilità in corso ha richiesto al personale dell’ateneo un enorme sforzo di supporto agli studenti che all’epoca si trovavano all’estero, unito ad un’intensa comunicazione con gli organi di governo nazionale e regionale e con l’agenzia Nazionale Erasmus, pronti a recepirne le indicazioni”. 

Ma vediamo i dati sulla mobilità in entrata e in uscita negli anni accademici 19/20 e 20/21: sebbene il secondo semestre dell’a.a.19/20 ci parli di 70 rientri anticipati (di cui 65 sono studenti Unical in rientro dall’estero, e 5 sono gli studenti stranieri che hanno, però, continuato a seguire on-line in seguito al loro rientro) e 18 rinunce, 87 sono gli studenti che hanno optato per il completamento del loro periodo di alloggio all’estero (di cui 7 sono gli studenti stranieri che sono rimasti nel campus). Il secondo semestre del 2020/21 prevede, invece, circa 112 partenze ancora non confermate. “L’approccio verso la mobilità è stato improntato all’estrema prudenza – sottolinea il delegato – e agli studenti Unical intenzionati a svolgere il periodo Erasmus è stata richiesta una verifica della situazione sanitaria del Paese ospitante e, come indicazione generale, si è suggerito caldamente di riconsiderare la mobilità al secondo semestre”.

Come di consueto in questo periodo, l’ateneo si accinge a pubblicare i nuovi bandi di partecipazione al programma Erasmus che riguarderanno i prossimi mesi ed il prossimo anno accademico. A inizio 2020 la domanda per la candidatura all’Erasmus, tra i ragazzi italiani, era oltre il 3% (fonte Agenzia Erasmus+ Indire), a un anno di distanza è difficile fare previsioni sul futuro andamento delle partenze, ma è chiaro che l’incubo della pandemia non ha soffocato del tutto la resilienza e lo spirito di iniziativa degli studenti.

Giorgia Francescano

FaC

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