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“Il codice del futuro” secondo Walter Ruffinoni

Walter Ruffinoni è dal 2013 l’amministratore delegato di NTT Data Italia, gruppo del colosso giapponese che tre anni fa ha deciso di investire nel Mezzogiorno, avviando un processo nel quale la sede di Cosenza si è mostrata parte fondamentale del percorso aziendale. Martedì 16 gennaio ha presentato il suo libro “Il codice del futuro” (Marsilio Editore) all’University club, in un incontro moderato dal prorettore Luigino Filice. Ruffinoni, laurea in Ingegneria al Politecnico di Milano e Master in Business Administration alla SDA Bocconi, oltre ad essere uno dei manager più navigati sui temi di cybersecurity e nuove tecnologie ICT, ha reso l’azienda leader nel settore dell’innovazione digitale.
Il libro mette a fuoco tematiche relative alla centralità della tecnologia, in un’epoca che l’autore definisce un “nuovo umanesimo” in cui l’uomo si trova completamente immerso nella tecnologia. Perché la stessa non diventi un fatto minaccioso a causa dell’ignoranza, ma un campo ricco di opportunità, è necessario conoscerne gli strumenti.
L’autore ha raccontato il percorso di crescita di un’azienda che oggi conta oltre 270 mila dipendenti in tutto il mondo e quello della sede di Cosenza, che in 6 anni ha triplicato il personale e il cui unico limite alla crescita è rappresentato dall’insufficienza di spazi fisici. NTT Data concentra nei poli di Cosenza, Palo Alto (California) e Tokio (Giappone) i suoi centri di Ricerca e Sviluppo.
L’amministratore delegato ha ringraziato l’ateneo e i docenti, per la preparazione degli studenti, oggi parte della squadra NTT. “La professionalità del team di Cosenza è riconosciuta a livello mondiale nel gruppo” dichiara Ruffinoni, convinto che entusiasmo, passione e spirito di collaborazione stiano alla base del successo aziendale. Anche l’ospitalità e la flessibilità dimostrata nei confronti del colosso giapponese hanno contribuito all’instaurarsi di una prolifica cooperazione tra Cosenza e la città di Tokio, dove oggi si trovano alcuni giovani partiti dalla sede NTT Data del cosentino.
Il rettore Gino Mirocle Crisci ha espresso soddisfazione per i risultati, anche in termini di occupazione giovanile, ottenuti da una collaborazione lungimirante tra l’azienda e l’università. NTT Italia, Poste e Università erano anche i vertici di una importante articolazione d’intervento per creare un distretto Tecnologico di Cyber Security, ovvero una “Teknocity” ponte tra lo sviluppo digitale e l’mpatto dello stesso nella vita quotidiana (il programma è al momento sospeso, pare che i nuovi responsabili dell’alta direzione di Poste si siano tirati indietro, ndr).
Gli obiettivi aziendali sono contaminati da questioni che sconfinano in tematiche molto attuali. NTT Italia ha già adottato delle strategie per favorire l’integrazione delle donne in azienda, ma spesso mancano le candidature. Uno dei fattori più incidenti è la bassa partecipazione femminile alle lauree STEM (Science, Technology, Engineering e Match), nonostante, confessa Ruffinoni, le donne che sanno utilizzare il linguaggio del coding sono anche molto brave a farlo e spesso più capaci rispetto ai colleghi. Ecco perché una delle sue proposte è quella di inserire l’insegnamento del coding nelle scuole primarie, per familiarizzare con la programmazione fin da giovani, con l’auspicio di avvicinare un maggiore numero di donne.
L’amministratore delegato elogia il lavoro della sede cosentina, “Cosenza riscatta il sud – dice Ruffinoni – ed è un’esperienza imprenditoriale apprezzata anche dalla casa madre di Tokio”. Una testimonianza positiva e concreta di una realtà frutto del binomio tra fermento tecnologico e impegno sul territorio. Peccato per chi non c’era. Scarsa è stata infatti l’affluenza all’incontro da parte di studenti e ricercatori, specie del settore, che hanno perso l’occasione di uno stimolante confronto con uno dei maggiori esperti di cybersecurity in Italia, e di conoscere da vicino una prosperosa realtà aziendale del cosentino. I presenti invece sono stati protagonisti di un interessante dibattito che ha dato spazio alle riflessioni, considerazioni e domande dell’uditorio.

Maria Pia Belmonte

FaC

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