CULTURA Musica UNICAL

Il ritorno dei Marlene Kuntz

I Marlene Kuntz tornano a Cosenza per presentare il loro ultimo disco, La Lunga Attesa, ed anche se non si è trattata di un’attesa lunghissima (l’ultima calata dei Cuneesi risale alla fine del 2014) il concerto era una bella occasione per rivedere all’opera una delle migliori band italiane dell’ultimo trentennio.
Il concerto non è un sold out. Si vede qualche zona vuota, i fan Marleniani, comunque numerosi hanno risposto alla chiamata. La Lunga Attesa è un disco elettrico, un lavoro che riannoda i fili con il passato lontano. Il passato recente, fatto di canzoni acustiche e di recitati evocativi ha lasciato il posto a chitarre ringhianti e liriche incalzanti. Un lavoro per molti versi più vicino a Il Vile ed Ho Ucciso Paranoia. Più frequente, in questo long playng, il ricorso a sonorità urticanti. Il pubblico sembra apprezzare. Anche perchè molti non avevano gradito, comunque, le evoluzioni cantautorali nella scrittura dei pezzi.

Le danze vengono aperte da Giorgio Ciccarelli (per lui una militanza lunga con SUX! e Afterhours), il chitarrista-cantante riempie l’aria, per una mezzoretta, di distorsioni e ritmi spezzati. Una specie di noise virato rock ‘n’ roll. Musica godibilissima. I fan dei Marlene applaudono compiti, le esplosioni di gioia le riserveranno a Godano e soci.
Rapido cambio palco ed i Marlene Kuntz salgono sul palco. L’attacco è clamoroso: L’Odio Migliore da Ho Ucciso Paranoia. Il pubblico ruggisce convinto. Godano e soci organizzano il concerto come un excursus ragionato. Dopo la prima canzone cominciano a sciorinare i pezzi del nuovo disco. Nella parte centrale viene riservato dello spazio ai classici della prima vita dei MK. È un piacere ascoltare una Cara è la Fine (da Che Cosa Vedi?) con delle chitarre al limite dello shoegazing, ed in chiusura dei giochi tocca a La Canzone che Scrivo per Tesancire il momento sentimentale dello spettacolo. Momento subito bissato da una Nuotando nell’Aria (dal primo disco, Catartica del 1994) con una coda di puro rumore. Altri pezzi de La Lunga Attesa (convincono molto la frenetica Leda e La Narrazione), qualche excursus nel passato, e la chiusura (ma siamo già ai bis) tocca a Bellezza, con il teatro tutto che canta adorante. 
Nonostante il mancato sold out la scommessa di Archimedia Produzioni è vinta comunque. La musica di qualità, il rock in questo caso, può entrare nei teatri, e, seppure il metodo di fruizione (un concerto rock da seduti) non è il solito, il pubblico ha risposto bene (e speriamo sia così anche per i prossimi concerti) tutto questo è importante, perché, anche in vista di eventi futuri, è necessario formare un pubblico capace di comprendere la gioia e la soddisfazione derivanti dalla fruizione di un (bel) live.
Intanto la produzione ha già annunciato, per il prossimo 22 Luglio, i Kings Of Convenience, gruppo di punta del New Acoustic Mouvement (parliamo del principio dei duemila). Grazie Archimedia produzioni, non viziateci troppo, ma se proprio dovete, portate i Beirut in Sila.

Michele Trotta
FaC

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