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Interi quartieri al buio nel Campus dei led accesi anche di notte

“Era tutto buio, non ho visto il gradino e sono caduto”. Uno studente internazionale che vive nel quartiere Maisonettes ci ha raccontato di recente la sua disavventura. Una sera, neanche troppo tardi, mentre rientrava a casa dopo le lezioni, nel buio pesto, ha preso un terribile scivolone e si è fatto male. 

 

Siamo andati a “vedere” e questo è il risultato. “There is no fucking light” commenta lo studente dell’incidente. Nel cuore del quartiere “simbolo della residenzialità dell’Università della Calabria” – come si legge sul sito dell’Unical, ndr – con oltre 500 posti letto, le strade d’accesso agli alloggi sono completamente senza luce. La situazione si trascina da tempo e non è solo un problema di manutenzione: in alcuni tratti e passaggi pedonali che tutti i giorni gli studenti attraversano, non ci sono lampioni e quando ci sono, non funzionano. Gli “incidenti” non sono rari all’interno della comunità delle Maisonettes, costituita soprattutto da studenti internazionali, e capitano anche in altri quartieri, come al Polifunzionale (nel parcheggio dei dipendenti di Farmacia servono le torce), Martensson, Chiodo, e nelle aree prossime alle mense.
Un recente ammodernamento del sistema d’illuminazione permette al Campus di essere annoverato come quello più all’avanguardia dal punto di vista della sostenibilità ambientale – come ricorda anche l’ultimo spot internazionale disponibile su Youtube in lingua inglese, e quindi rivolto proprio agli internazionali, che con tutta probabilità alloggeranno proprio nei quartieri universitari dell’Unical, ndr. Impianti fotovoltaici, geotermici, e smart building system rivendicano la “vocazione green” dell’Università della Calabria che ha dotato circa 120 edifici di oltre 33mila led e di una piattaforma predisposta per monitorare consumi e dispersione. E nonostante il grande risparmio – si parla di 500mila euro l’anno, ndr – (quasi) tutti gli edifici del Campus sono ben illuminati anche di notte. Durante l’ultimo intervento in particolare, in ben 82 tra gli edifici più importanti del Campus, è stato installato un sistema per effettuare, ai fini della sicurezza, un controllo più accurato contro eventuali intrusioni di personale non autorizzato al di fuori degli orari consentiti, integrando nuovi rilevatori di presenze appositamente installati.
In questo grande disegno però pare sia sfuggita all’Università l’attenzione nei confronti degli studenti. Tutti questi interventi dimostrano che per l’Università della Calabria è chiaro il potenziale rischio cui espone l’assenza di un adeguato impianto d’illuminazione: sicuramente strumenti e laboratori meritano attenzione, e fa piacere notare la consapevolezza di una “politica attiva” dal punto di vista della sicurezza e del risparmio energetico, ma forse sarebbe il caso di rivolgere la stessa attenzione alla comunità del Campus, alle persone che ci vivono.

Maria Pia Belmonte

FaC

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