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La tela e lo schermo, quarta edizione della rassegna di Falso Movimento

Dal 12 febbraio al 12 marzo, torna al Cinema San Nicola la rassegna cinematografica “La tela e lo schermo – breve excursus sul rapporto tra cinema e arti visive” organizzata dall’associazione Cineforum Falso Movimento di Rovito col prezioso sostegno di “CGC sale cinematografiche srl” e patrocinata dal Comune di Cosenza. Giunta alla quarta edizione, la rassegna sta sostenendo anno dopo anno, una visione trasversale del cinema in rapporto alle arti visive, evidenziando come il cinema non sia pensabile al di fuori del sistema delle arti e che, reciprocamente, le arti contemporanee costituiscono un insieme linguisticamente complesso di cui fanno parte non solo pittura e scultura, ma anche video, installazione, memoria cinematografica, teatro, televisione… Carlo Ludovico Ragghianti, uno dei più importanti storici dell’arte del ’900, parlava già negli anni ’70 di “Arti della Visione”, convinto che tutte queste forme d’espressione avessero come fondamento il dato della visione e come elemento comune quello della temporalità.
Cinque i film in programmazione, per altrettanti lunedì, alle ore 20:30.
Il 12 febbraio si inizia con l’omaggio, in collaborazione con lo storico del cinema Ugo G. Caruso, ad Andrzej Wajda, scomparso il 9 ottobre del 2016 all’età di 90 anni. La sua ultima prova cinematografica, il suo testamento filmico rimasto senza distribuzione in Italia, Afterimage, narra le difficili vicende esistenziali di Wladilaslaw Strzemiński, pittore bielorusso naturalizzato polacco che fu attivo a Łódź (Polonia), nonostante innumerevoli difficoltà, fino all’anno della sua morte avvenuta nel 1952. La sua unica colpa? Essere divenuto, dopo essere stato in gioventù un rivoluzionario, nemico giurato dell’ottusità ideologica dello stalinismo, in nome della libertà di espressione e dell’autonomia dell’arte nei riguardi delle direttive politiche dello Stato.
Il 19 febbraio la rassegna entra nel vivo con una serie di titoli che finora non hanno trovato spazio nella programmazione dei cinema della nostra città: The Square di Ruben Östlund, film sull’arte contemporanea che è esso stesso arte contemporanea, Palma d’oro al Festival di Cannes 2017 e candidato all’Oscar 2018 come miglior film straniero; Manifesto (26 febbraio) dell’artista e regista Julian Rosefeldt, film che ha conquistato e fatto sorridere il pubblico del Sundance Film Festival in cui la tradizione dei manifesti artistici e letterari dei protagonisti delle avanguardie storiche viene raccontata in 13 curiosi monologhi interpretati da Cate Blanchett. Il genio controverso di Egon Schiele, a cui è dedicata la locandina della rassegna, è raccontato nel film di Dieter Berner in programmazione lunedì 5 marzo, Egon Schiele – La morte e la fanciulla: a 100 anni dalla morte Egon Schiele è ancora oggi troppo audace tant’è che l’azienda che gestisce le metropolitane di Londra ha censurato i manifesti riproducenti le sue opere, diffusi in tutta Europa dalla sua città, Vienna, che si appresta a celebrare il centenario di un artista simbolo dell’Espressionismo e della secessione viennese.
A chiudere il ciclo di proiezioni, lunedì 12 marzo, ci sarà una delle più originali artiste viventi, Marina Abramović, protagonista di The space in between. Marina Abramović and Brazil di Marco Del Fiol. Tra cerimonie di purificazione e trip psichedelici, Marina riflette sulle affinità tra performance artistiche e rituali e si mette totalmente a nudo, in un tragitto anche interiore nei meandri del suo passato. Un film autenticamente “in between”, sospeso tra arte e vita, tra road movie e spiritual thriller, capace di parlare al cuore dello spettatore e al suo inestinguibile bisogno, consapevole o inconsapevole, di spiritualità. Afferma l’artista serba: “Siamo liberi di andare ovunque vogliamo, di seguire le idee, il destino è un flusso”. Quale miglior viatico?

FaC

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