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Le sardine alla politica calabrese: “Fate un passo indietro in nome dell’unità”

Salmoni più che sardine, che lottano strenuamente per risalire una corrente che porta inesorabilmente la Calabria verso destra. Un migliaio di persone, di tutte le età, cosentine e calabresi, ha risposto all’appuntamento delle sardine in piazza Santa Teresa ieri sera a Cosenza. Numeri più contenuti rispetto alle grandi piazze italiane, ma comunque una testimonianza coraggiosa da parte di un pezzo di Calabria che non si rassegna al suo destino.
Ci sono le sardine di cartone, quelle di stoffa, in testa agli adulti e ai bambini, colorate alla rinfusa, stampate in bianco e nero, gente comune, militanti sparsi, società civile, universitari, tantissime donne. E a offrire il suo sostegno arriva anche Dario Brunori. E’ un sit-in versione 2.0, stile flash-mob senza flash, piazza mordi e fuggi, che si raduna alla spicciolata e si disperde in poco più di mezz’ora, i meridionali non sono abituati. Arrivano lentamente, alcuni a manifestazione già finita. Dal virtuale al reale in pochi giorni è davvero un tuffo in mare aperto. Gli organizzatori, anzi, le organizzatrici (perché gli interventi al microfono saranno tutti al femminile) sono dislocate rispetto alla piazza, quando cominciano a parlare le sardine invadono e bloccano inevitabilmente la strada. Rino Gaetano fa da colonna sonora. “Chi vive in Calabria, chi vive d’amore, chi ha fatto la guerra, chi muore al lavoro… ma il cielo (anzi il mare) è sempre più blu”. E poi Bella Ciao, canto di resistenza in una terra che ha visto emigrare anche i suoi partigiani.
Interventi tutti al femminile dicevamo, voci come quelle di Ilaria e Cristina, prendono la parola in piazza per la prima volta, spiegando che, diversamente dall’Emilia, “prendere posizione in Calabria è più difficile, perché qui le responsabilità stanno da una parte e dall’altra”. Le sardine bolognesi difendono orgogliosamente la sinistra emiliana, in una regione dove il welfare funziona, la disoccupazione giovanile è al minimo, funzionano i trasporti, eccelle la sanità: lì la narrazione della Lega rivela tutta la sua falsità e stenta a prendere piede. Da queste parti è tutta un’altra storia, la Lega in Calabria rischia di avere gioco troppo facile, con la frammentazione elettorale che va palesandosi. Così le sardine provano a lanciare un ultimo disperato appello all’unità, nel tentativo di arginare l’astensione.
“Stasera – dicono – da questa piazza, vogliamo lanciare anche un messaggio alla classe politica calabrese: fate un passo indietro e cercate l’unità, aprendovi sinceramente alla società civile. La nostra terra è ricca di esempi positivi, di associazioni, di giovani che si inventano un lavoro, che fanno arte e cultura, che coltivano la terra, che lavorano nel terzo settore (sostituendosi spesso al servizio pubblico), che fanno rivivere i paesini più sperduti della Calabria. C’è una Calabria istruita, che ha studiato, che ha fatto l’Erasmus, che è emigrata ed è ritornata, per costruire qui qualcosa. Noi vogliamo che la nostra generazione e quelle future abbiano un motivo per tornare”.

Daniela Ielasi 

FaC

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