CULTURA Musica Unical

L’ultimo dei Ramones al Filorosso


Il leggendario Marky Ramone, uno degli ultimi protagonisti da “hall of fame” del punk rock mondiale e storico batterista dei Ramones, sarà al Filorosso domenica 4 luglio 2010, per una delle uniche due tappe del suo tour italiano. Con la sua nuova band, i Marky Ramone’s Blitzkrieg, sta girando il mondo e, per questo luglio, sono previste due tappe italiane: il 2 a Torino e il 4 a Cosenza, organizzato dal centro sociale autogestito dell’Unical. Con i Marky Ramone’s Blitzkrieg, Marky Ramone ripercorre la carriera dei successi dei Ramones con un live set di oltre 32 hit.

I Ramones sono stati uno tra i gruppi più rivoluzionari della storia del rock. Sebbene la loro carriera non possa essere del tutto identificata con l’evoluzione del fenomeno “punk”, di esso sono riconosciuti come i primi e maggiori responsabili. L’avventura musicale della band newyorkese cominciò nel marzo 1974 quando, per la prima volta, i Ramones si esibirono dal vivo per pochi sventurati ascoltatori. Il nome della band era tratto da uno pseudonimo di Paul McCartney e ogni componente lo aveva sostituito al proprio vero cognome. Il 16 agosto 1974, i Ramones debuttavano al CBGB’s, inaugurato l’anno precedente: presto si collocavano, insieme a Television, Patti Smith, Blondie, e in seguito Talking Heads e altri, tra i gloriosi alfieri di quel piccolo e inizialmente anonimo locale della Grande Mela che presto sarebbe diventato il celebre e pittoresco tempio della new wave, frequentato anche da intellettuali ed esponenti di spicco dell’undergound newyorkese quali Lou Reed, John Cale e Andy Warhol. Erano così, per la band, gli inizi di una lunga carriera che, durata più di venti anni e travagliata da alcuni cambiamenti d’organico, si è definitivamente conclusa nel 1996, un anno dopo l’uscita di Adios Amigos, ultimo dei ben quindici album registrati in studio dai Ramones.

In questo lungo arco di tempo, la band non ha mai modificato, ma semmai affinato, la fortunata ricetta che, sin dall’inizio, ne ha determinato il duraturo successo: brani veloci, semplici e orecchiabili, a metà strada tra frizzante rock’n’roll, garage e surf-rock; con l’aggiunta di alcune ballate “pop” e di qualche gustosa cover, riscoperta e brillantemente rielaborata in chiave moderna. Un rock’n’roll minimalista che, dopo essere stato assunto e rielaborato dal punk e da certa new wave, avrebbe determinato profonde conseguenze: nella loro brillante essenzialità, infatti, le loro canzoni diventarono presto un prezioso prototipo cui si è fatto ricorso per intraprendere tante nuove strade nel rock.
La volontà di dar vita a qualcosa di nuovo, prese la forma di una totale messa in discussione dei valori più condivisi del rock mainstream, a cominciare dalla stessa icona della “rockstar”: i Ramones introdussero un “anti-look” che, esagerando fumettisticamente la quotidianità, diventò a sua volta un originale look, composto da giubbotti di pelle, t-shirts aderenti, jeans strappati e scarpe da tennis, che sembrava, nel suo aspetto caricaturale, burlarsi di tutto e di tutti. Si trattava, tuttavia, non tanto dell’irrisione della tecnica musicale (cosa che fecero invece i Sex Pistols), ma piuttosto del deliberato rifiuto di un certo tecnicismo che, nei primi anni 70, diventava fine a se stesso a discapito di quello che a volte non riesce con esso a conciliarsi: la ribelle spontaneità giovanile, l’immediatezza comunicativa, la volontà di divertire e divertirsi. I testi delle canzoni, ai limiti del delirio verbale, mostravano il totale disimpegno come l’impegno costante della band nel rifiuto di quella serietà che si addice a un “vero” musicista: in una surreale atmosfera da cartoon, i Ramones cantavano di nevrosi giovanili e insanità mentali, del sole californiano, di mazze da baseball e sciocchi amori adolescenziali. Il loro grido di battaglia era il demenziale “Hey, Ho, Let’s Go!”. Il loro slogan era l’ancor più demenziale “Gabba Gabba Hey!”. La parola d’ordine era una sola: “Fun”. Nonostante tutto.

Sebbene non fosse il batterista originale dei Ramones, Marky è l’unico componente ancora vivo della line up più longeva del quartetto newyorkese composta da Joey, Johnny, Dee Dee e, appunto, Marky. Nato a Brooklyn nel 1956, Marky Ramone ha militato in diverse altre band storiche della scena punk newyorkese, fra cui i Richard Hell & The Voidoids, per poi approdare, nel 1978, nei Ramones, con i quali registrò immediatamente “Road to Ruin”. A parte una parentesi di 4 anni, Marky è stato il batterista ufficiale dei Ramones fino al loro scioglimento. Da allora, decine di collaborazioni (soprattutto per l’album solista di Joey Ramone del 2000, poco prima della sua scomparsa) e insolite attività trasversali (una linea di abbigliamento “jeans&leather” firmata Tommy Hilfiger e un suo brand di sugo per pasta) l’hanno reso vero maestro nell’arte del marketing di se stesso.

L’imperdibile concerto di domenica al Filorosso comincerà alle ore 22 e sarà aperto da due band locali, Duff e Lumpen. Per info e prenotazioni 347.5720338.

FaC

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