Lavoro Unical UNIVERSITÀ Zoom

Mensa Unical chiusa, 106 dipendenti a casa. Lo sfogo di un lavoratore

Sulla questione della mensa dell’Università della Calabria riceviamo e pubblichiamo la lettera/sfogo di un dipendente dell’azienda Cascina Global Service, a casa come i suoi colleghi da oltre due mesi, senza cassa integrazione e senza prospettive di rientrare presto a lavoro, vista la chiusura del Campus prorogata dal Rettore Leone fino al 14 giugno. 

Io e tutti i miei colleghi, dipendenti della “Cascina Global Service” (Azienda che attualmente si occupa della gestione delle mense universitarie), stiamo vivendo una situazione surreale. “Grazie!” Dirà qualcuno, tutti stiamo vivendo una situazione surreale. Certamente è così, ma noi oltre al danno stiamo subendo anche la “beffa”. Essendo inseriti in un contesto di ristorazione collettiva, dal 18 maggio di fatto tutte le aziende della categoria hanno ripreso servizio, seppur con tutte le misure di sicurezza e i disagi che ne conseguono. Noi no! Il nostro Magnifico Rettore per paura dei contagi, pur consapevole che la nostra è Università nata come Campus, dove è prevista la stanzialità degli studenti (con dotazione di alloggio e fruizione del servizio mensa, sia a pranzo che a cena), ha deciso (legittimamente) di tenere chiusa l’Unical fino al 14 giugno.

Il problema vero però è che prevedibilmente per le scuole e le Università il divieto si protrarrà fino al prossimo autunno. I decreti legge fatti in via straordinaria per tamponare le chiusure per il Covid-19, dove si prevedono gli aiuti temporanei per il “lockdown”, presentano un vuoto legislativo. Il rinomato “decreto rilancio” non prevede infatti aiuti, per chi come noi, probabilmente ritornerà a lavorare con la ripresa del nuovo anno accademico.

Siamo ancora in attesa di ricevere la cassa integrazione e oltre ad aver perso già una buona fetta di retribuzione abbiamo di fronte una lunga e complessa estate, in bilico tra il morire di fame passivamente o passarla a lottare per evitare di perdere quel posto di lavoro, per noi unica fonte di sostentamento ma anche servizio fondante e indispensabile per gli studenti e i dipendenti del “Campus”.

Spero che tutte le istituzioni ci diano una mano, che le parti interessate facciano uno sforzo per risolvere il problema con raziocinio, che i dipendenti e gli studenti ci siano vicini, evitando a tutti di giocare sulla pelle delle 106 unità lavorative presenti e delle loro famiglie. Noi saremo sempre disposti a trattare con chiunque, senza isterismi, gesti o atti inconsulti, ma fermamente schierati e pronti a difendere col coltello fra i denti quello che è semplicemente il pane dei nostri figli.

Gianfranco Tricanico

(foto archivio)

FaC

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