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Ospedale dell’Annunziata, Giudiceandrea: “Scenario da guerra”

Cosenza – “Con l’aiuto di un noto medico cosentino, che preferiamo mantenere anonimo per salvaguardare il suo lavoro, siamo virtualmente entrati all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza. Lo scenario che ci si è parato davanti è da guerra. Pronto Soccorso senza medici e con personale ridotto. Sono i medici, gli infermieri ed il personale di questo Pronto soccorso i veri eroi di questa battaglia”. E’ il racconto di Giuseppe Giudiceandrea, coordinatore provinciale dei Forum Pd di Cosenza, riportato in un comunicato stampa. “Anche i reparti – scrive – sono a corto di personale e, benché chiusi alle visite ambulatoriali da un recente decreto Spirlì, sono alla saturazione. All’Azienda ospedaliera di Cosenza, da febbraio ad oggi, si sono assunte poche unità di personale, nonostante le norme Covid e nonostante sia, in modo assurdo, diventato ospedale Covid. Ciò comporta lo spostamento “selvaggio” di infermieri da un giorno all’altro, da un reparto ad un altro, con quel che ne comporta anche in termini di sicurezza sul luogo di lavoro per queste persone. I reparti di Malattie infettive e Pneumologia sono ormai saturi ed ubicati nella palazzina indipendente su Viale Repubblica. I reparti dedicati del Santa Barbara di Rogliano sono pieni”.

In questo scenario, inspiegabilmente, rimane sottoutilizzata una struttura che farebbe proprio al caso. “Al Mariano Santo hanno sistemato un numero consistente di malati Covid, a dimostrazione che chi di dovere avrebbe potuto usare come Centro Covid l’intero plesso del Mariano Santo e spostare all’Annunziata Oculistica e Dermatologia, che sono ubicate in quel plesso e che oggi invece risulta vuoto e sottoutilizzato, benché ristrutturato e messo a norma da poco. Con tutti i reparti di Pneumologia che c’erano chissà quanti posti si sarebbero potuti creare, peraltro in una zona poco al di fuori della città e non all’interno dell’ospedale dell’Annunziata, così come previsto dai più semplici protocolli di salvaguardia dalla pandemia dopo i fatti di Lodi del marzo 2020”. Invece, si stanno sistemando reparti Covid a macchia di leopardo nel cuore dell’ospedale, sguarnendo i reparti per altre patologie. “Per non parlare – prosegue la nota – dello stato pietoso in cui i malati Covid in attesa di un posto letto debbono permanere. Vengono collocati all’interno di tende prive delle minime condizioni igieniche o addirittura al di fuori delle stesse”.

“Crediamo – conclude Giudiceandrea – che non sia una politica giusta quella di distruggere il presidio ospedaliero Annunziata riducendolo ad ospedale Covid, attesa la presenza in città ed in periferia di strutture attrezzabili ed immediatamente utilizzabili per tale scopo. Le esperienze del recente passato avrebbero dovuto insegnare, a chi si occupa di sanità, di quanto sia maledettamente subdolo questo virus e di come l’ultimo posto a cui pensare per dare assistenza ai malati Covid sia un qualsiasi presidio ospedaliero dove transitano malati affetti da altre patologie che li rendono particolarmente vulnerabili. Ciò che lascia perplessi è che a parte l’accorato appello del presidente dell’Ordine dei Medici di Cosenza Corcioni, nessuno dei vertici aziendali ha preso posizione contro queste assurde decisioni assunte senza un cronoprograma e navigando a vista. Benché in guerra ed in trincea contro il virus bisogna salvare quel poco o tanto di sanità ordinaria e di eccellenza rimasta in Calabria, altrimenti il risultato nel brevissimo e medio periodo sarà quello dell’emigrazione sanitaria accentuata all’ennesimo potenza con un aumento esorbitante dei costi già esagerati e fuori norma”.

FaC

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