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Pasticcio FIT, la Uil solidarizza con i laureati Unical

Non è ancora calato il silenzio sulla spinosa questione della convalida dei 24 cfu per il concorso nella scuola. Dopo la protesta dei laureati Unical e la parziale modifica introdotta dalla commissione per andare incontro alle loro legittime  richieste, anche i sindacati cominciano a sposare le ragioni della protesta.
La Uil Scuola Rua ha diramato un comincato proprio stamattina, in cui denuncia chiaramente l’incapacità da parte dell’università di gestire i servizi e le relazioni con gli studenti. “Questa volta – scrive il sindacato – le lamentele vengono da numerosi laureati, molti dei quali in possesso già di master e corsi perfezionati, che hanno serie difficoltà nel comprendere criteri di acquisizione dei cosiddetti 24 crediti per partecipare al concorso a cattedra nelle scuole. L’unica motivazione che spinge il nostro ateneo sembrerebbe quella di fare cassa su questi quattromila precari che siamo riusciti ad acquisire sul mercato dei disoccupati. E’ lo stesso modo di agire che caratterizza la proposta di istituzione dei master e dei corsi di perfezionamento che non tengono conto in alcun modo delle ricadute occupazionali e degli eventuali bisogni formativi, ma solo dei guadagni per i formatori e i gestori di ormai queste lucrose attività. Ci piacerebbe sapere quanti di questi “studenti” trovano effettivo lavoro per effetto di questa ulteriore specializzazione e quali sono invece i compensi che finiscono nelle tasche dei docenti impegnati in queste attività”.
L’altra questione che a giudizio della UIL emerge è quella di annullare il valore della laurea che ai sensi dell’ultima riforma avrebbe dovuto avere valore abilitante, invece si scopre che c’è necessità di conseguire ulteriori crediti se si vuole concretamente avere opportunità occupazionali, specie come in questo caso nei concorsi della scuola. “Solo chi può accettare questa vera vessazione, avendo la disponibilità finanziaria, può garantirsi un punteggio aggiuntivo essenziale per primeggiare nelle graduatorie. E si tratta proprio di comprarlo il titolo, accertato che fra i partecipanti a questi questi corsi non esiste l’insuccesso formativo. Ma le conquiste sul diritto allo studio che fine hanno fatto?”. 
La Uil Scuola Rua rivolge infine un pensiero al personale preposto. “La cosa che preoccupa ulteriormente questo sindacato sono le ripercussioni sul personale che lavora negli uffici interessati che è costretto a subire ormai quotidianamente la pressione di tanti aspiranti insegnanti senza che gli stessi uffici siano stati dotati preventivamente di spazi e strumenti necessari ad accogliere e rispondere efficacemente alle istanze dell’utenza”.

(Foto Luca Pizzimenti)

FaC

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