CULTURA Donne Libri

Piccole Donne, il romanzo simbolo di una generazione compie 150 anni

Un classico poco valorizzato negli ultimi tempi, un viaggio nel mondo delle Piccole Donne che ha riunito grandi donne all’Università della Calabria: “Little Woman Think” è il titolo del convegno tenutosi nei locali dello Sportello Pari Opportunità il 27 Marzo, per celebrare i 150 anni dell’opera. L’idea è nata dalla collaborazione tra Claudia Stancati e Giusy Gallo, docenti del Dipartimento di Studi Umanistici e ha coinvolto Donata Chiricò, Ines Crispini, Annafrancesca Naccarato, Marta Petrusewicz, Gisèle Vanhese, Giovanna Vingelli, Alessandra Romeo, Bruna Mancini, Giuliana Mocchi e Sandra Plastina.
Gli interventi nel corso della giornata hanno avuto come tema cardine il romanzo e la bellezza del sogno di un’intera generazione femminile: Jo, una delle quattro sorelle March, famosa per il suo carattere forte, controcorrente rispetto alla visione della società dell’epoca e delle regole, sognatrice e ribelle. Per Donata Chiricò Jo è una specie di “cavallo di troia” in un’opera che cerca di accontentare la società. Ines Crispini confessa invece la sua delusione per il finale, il matrimonio di Jo col professore tedesco (dieci anni più grande di lei) e il suo “addomesticamento” a quella società che tanto odiava e di cui alla fine è rimasta vittima. In disaccordo Alessandra Romeo, per cui la diversità e l’innovazione del suo carattere femminile si trova proprio nella scelta di aprire da sola una scuola e non nell’avere come scopo dell’esistenza trovare marito e dipendere da lui. 
La prof Stancati ha spiegato il percorso della letteratura tra ‘700 e ‘800, popolato di pregiudizi e paure nei confronti delle scrittrici. “Piccole donne” dal punto di vista semiotico e televisivo è stato invece esaminato da Gallo: l’opera letteraria si adatta ai bisogni di un’intera generazione tramite, ad esempio, la miniserie andata in onda sul canale americano della BBC nel dicembre 2017 (nella foto).
Suggestivo è stato l’aneddoto raccontato da Marta Petrusewicz: regalato dalla zia, lei inizia a leggere il romanzo in una realtà ben lontana dalla situazione del libro (Polonia comunista), dove il modello di Jo non funzionava ma l’immaginazione non le vietava comunque di sognare qualcosa di diverso.
Dopo i ringraziamenti delle organizzatrici, è stata l’interpretazione di Alessandra Romeo a chiudere la giornata, con la lettura di tre brani dell’opera: un’atmosfera unica che ha regalato attimi di grande meraviglia di fronte alle parole della Alcott lette ed interpretate dalla docente dell’Unical.

Giuseppina Varacalli

FaC

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial