Unical UNIVERSITÀ Zoom

Prima settimana di didattica a distanza, prova superata con qualche eccezione

Sta per concludersi la prima vera settimana di lezioni a distanza per l’Unical. E’ partita infatti lunedì 16 marzo la didattica on line per gli oltre 200 insegnamenti del secondo semestre: il notevole sforzo organizzativo compiuto dall’ateneo per garantire la continuità formativa al tempo del Coronavirus si misura in questi giorni con la prova dei fatti. I corsi di laurea interamente digitali già alla vigilia del 16 marzo erano soltanto due, Informatica e Gestione e conservazione dei documenti digitali. Ad oggi, seppure non in maniera uniforme, tutti i dipartimenti possono dirsi impegnati sul fronte dell’e-learning: un risultato indubbiamente positivo. 

Il rettore dell’ateneo è d’altronde un informatico e mai avrebbe accettato un fallimento in questo campo: la task force istituita in tempi record, le riunioni operative con direttori e staff di dipartimento, la costante informazione sugli step attuativi, tutto puntava al successo dell’esperimento. I direttori da parte loro si sono mostrati subito collaborativi, aggiornandosi in fretta, compresi quelli i cui colleghi sono da sempre meno avvezzi all’uso delle tecnologie.   

Le criticità però non mancano e conviene rilevarle e intervenire, se si vuole ridurre al minimo il disagio per gli studenti e provare a uniformare la qualità dell’erogazione per tutti. Chiariamoci subito: la maggior parte degli studenti è soddisfatta della nuova Unical in modalità “telematica” (c’è persino il rischio che ci prendano gusto, ndr). La possibilità di seguire le lezioni comodamente da casa, magari in pigiama dalla cinta in giù, disattivando audio e video per fare altro durante la lezione, piace alla maggioranza.        

Ma la maggioranza non è la totalità. La Calabria rimane la regione con la più alta percentuale di famiglie non connesse (33,8%) e questo si ripercuote sull’accesso alla didattica. E’ il cosiddetto “digital divide” che, in questo momento, rischia di diventare gravemente discriminatorio. Non tutti hanno una connessione, non tutti hanno a disposizione un computer, tanti “seguono” faticosamente sul telefonino. Certo sul digital divide la governance può fare poco, tanto può fare invece sul fronte interno.

La criticità maggiore in questo momento riguarda l’interpretazione della didattica “in streaming” da parte dei docenti: sulla piattaforma Microsoft Teams, ognuno si sta organizzando come gli pare. C’è chi fa correttamente lezione “in diretta”, interagisce con gli studenti connessi, condivide schermo, lavagna e materiale didattico; c’è chi fa lezione “in differita”, registra lezioni e le pubblica sulla piattaforma, come se gli studenti non ci fossero, né in presenza né a distanza; c’è poi il solito, quello che la lezione non la fa proprio, o magari ne carica un paio e poi sparisce, senza lasciare neanche un avviso; e c’è infine chi la piattaforma non la usa per niente, perché (dice) non la sa usare, ma promette di imparare. 

Un capitolo a parte andrebbe aperto poi per le attività di laboratorio, le uniche impossibili da svolgere “a distanza”. Rimane infatti interdetto ai tesisti l’ingresso alle strutture del Campus: per loro le attività di laboratorio, che costituiscono parte integrante della tesi di laurea, sono sospese fino a data da destinarsi. Ma se non riescono ad ultimare le ore previste, gli studenti si troveranno presto in forte difficoltà con le sedute di laurea.

Eppure le misure straordinarie in questo periodo straordinario, non mancano, soprattutto per i laureandi. L’Unical ad esempio si è appena adeguata alle direttive del decreto-legge “Cura Italia” (approvato dal Consiglio dei Ministri il 17 marzo) in materia: sono state prorogate al 15 giugno sia la prima seduta ordinaria (febbraio) sia la seconda seduta straordinaria (aprile). Per quanti hanno terminato gli esami nell’anno accademico precedente, l’ultimo decreto del Rettore Leone prevede in aggiunta la possibilità di laurearsi anche dopo il 15 giugno, cioé nella seconda seduta ordinaria (ottobre): in questo caso i laureandi dovranno effettuare l’iscrizione all’anno in corso, ma saranno esonerati da tasse e contributi.

Sono state previste proroghe anche per gli esami di profitto. “Gli esami della prima sessione ordinaria che sono stati rinviati e non ancora espletati – recitava il decreto precedente, quello dell’11 marzo – verranno calendarizzati nel periodo 12-31 marzo 2020″. 

Bene, ma non benissimo.

Daniela Ielasi

FaC

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