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Primi dati sulle immatricolazioni, l’Unical galleggia e il rettore esulta

L’Università della Calabria supera la prova delle immatricolazioni anticipate: alla scadenza (prorogata) dell’8 luglio, sono 1210 gli studenti ufficialmente iscritti ai diversi corsi di laurea triennali e magistrali a ciclo unico per l’anno accademico 2020/2021. Il dato conferma in buona sostanza quello dello scorso anno, senza registrare, almeno per il momento, il temuto crollo post-Covid19: l’incremento dei posti disponibili per il Tolc ha aumentato automaticamente la platea degli immatricolati rispetto al 2019/2020, ammettendo in pratica la quasi totalità degli studenti che avevano superato la soglia minima di punteggio. I posti messi a bando, più di 2400, alla fine risultano coperti solo per metà, ma saranno disponibili dinuovo quest’estate, nel bando generale, nella speranza di mantenere il trend e contenere le perdite annunciate a livello nazionale per l’intero sistema universitario. Perdite che aggraverebbero la già critica situazione dell’ateneo di Arcavacata, che negli ultimi anni ha perso sistematicamente iscritti.

Cauto ottimismo quindi, suggerirebbero i dati. Il rettore Nicola Leone, in una nota dai toni quasi trionfalistici, parla invece di “crescita” per l’Unical. “Siamo molto soddisfatti – scrive – per la partecipazione degli studenti ai Tolc, che quest’anno, a causa della pandemia, si sono svolti a casa con qualche disagio in più. Ma i nostri futuri studenti non si sono lasciati scoraggiare e hanno dimostrato fiducia nel nostro ateneo, facendo segnare un segnale di sensibile crescita che ci auguriamo possa essere in qualche misura confermato anche nella successiva fase di immatricolazioni di agosto”. Gli stessi toni aveva usato all’indomani delle 2100 domande di ammissione anticipata, ma le domande non si traducono mai (neanche stavolta) in altrettante tasse d’iscrizione pagate. Il banco di prova sono sempre le immatricolazioni, non tanto quelle anticipate quanto quelle di fine estate. “Non ci illudiamo – ammette almeno il rettore – che una crescita così grande possa essere confermata anche a chiusura delle iscrizioni tradizionali, ma se riuscissimo già a mettere il segno positivo nel confronto con gli iscritti degli anni scorsi, per noi sarebbe un bel traguardo. Dopo anni di continuo arretramento, sarebbe straordinario riuscire ad invertire la tendenza nonostante la crisi, che inevitabilmente comporta un minor tasso di iscrizioni all’università per le difficoltà economiche”.

Se “invertire la tendenza nonostante la crisi” può sembrare straordinario quanto utopistico, mantenere il dato dello scorso anno potrebbe essere invece un obiettivo raggiungibile. Ma molto dipenderà dalle modalità di erogazione della didattica attualmente al vaglio dei singoli Dipartimenti. E le notizie che arrivano non sono incoraggianti per le matricole.

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FaC

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