UNICAL

Problema serio o paura infondata? (di Elisabetta Cipolla)

Dopo i fatti successi nel ragusano che hanno avuto rilevanza a livello nazionale e che vedono come protagonisti i cani randagi, ecco che anche nella nostra amata Università sembra che si stiano prendendo delle misure per risolvere tale “problema”.



Partendo dal presupposto che l’animale più pericoloso è l’uomo (che non compie il suo dovere nei confronti degli animali) e che non si vuole fare di questo articolo una lotta contro i cani, urge sottolineare come l’Unical sia circondata da numerosi randagi che, spesso, rincorrendosi fra di loro e difendendo il loro “territorio”, spaventano gli studenti.

Il problema che attacchino per fame non si presuppone dati i frequenti ritardi nel ritirare l’immondizia che si accumula, inevitabilmente, anche per le strade e che rappresenta, per tutta la fauna “universitaria” (uccelli, cani e gatti soprattutto), una ricca fonte di sostentamento; a questo si aggiunge la generosità degli studenti universitari che serbano per gli animali i loro avanzi, all’uscita della mensa o davanti agli appartamenti universitari.

Tutte queste condizioni contribuiscono ad incrementare la presenza di cani (di tutte le taglie) che, affamati, entrano frequentemente in lotta fra di loro per il cibo a disposizione e, ancora più spesso, si avvicinano in modo “minaccioso” agli studenti.

Se di giorno questo rappresenta un problema relativo, di notte diventa un vero e proprio dilemma perché l’università è deserta e non si ha neanche la possibilità di chiedere aiuto alle poche macchine che passano e non si fermano assolutamente.

Naturalmente, sarà semplice fobia ma dopo quanto successo negli ultimi giorni, sfido chiunque a non tenersi a debita distanza dai nostri “quotidiani amici a quattro zampe”.

 

L’OIPA, Organizzazione Internazionale Protezione Animali, da tempo sostiene una battaglia per la creazione di strutture adeguate a contenere e a curare i cani abbandonati, nonché la loro sterilizzazione per non far proliferare il fenomeno del randagismo.

Ma ci voleva una tragedia per mettere in luce tale problema.

 

Ritornando, all’Unical, ho raccolto alcune testimonianze di studentesse universitarie che si sono trovate in una situazione di grande paura, accerchiate dal “branco” .

Gemma: “Stavo tornando a casa, dall’università. Eravamo in pieno giorno. Io ho un’enorme paura dei cani e questo so che loro (i cani) lo avvertono. Ad un certo punto mi accorgo che c’era, dietro di me, un cane nero di grossa taglia. Ho accelerato il passo, lui ha cominciato a ringhiare. Non ero ancora giunta a casa e, d’impulso, mi sono infiltrata in un appartamento in cui c’era la porta aperta. Gli inquilini mi hanno guardato straniti ma, spiegato l’accaduto, hanno aspettato con me che il cane andasse via”.

Isa: “Ero insieme ad una mia amica, per strada, quando un branco di cani ci viene dietro e ringhiavano forte. Dalla paura ci siamo divise. La mia amica stava finendo sotto le macchine, vicino al sottopassaggio, io ho corso in direzione opposta ed ho trovato una macchina con due fidanzati che erano in teneri atteggiamenti. Sono entrata ed ho chiesto loro, senza neanche presentarmi, di cercare la mia amica. L’abbiamo trovata, dall’altro lato della strada, illesa ma in lacrime. Fortunatamente, poi, i due ci hanno riaccompagnato a casa.

Anna: “ Stavo andando in biblioteca a studiare. Ai primi gradini, delle scale esterne, vengo fermata da un cane enorme bianco, una sorta di labrador. Ero contro la ringhiera e non mi permetteva né di salire, né di scendere perché ad ogni movimento mi ringhiava contro e si avvicinava. Forse quello era il suo ‘territorio’. Ricordo ancora, alcune cretine che ridevano e un ragazzo, per fortuna, si è avvicinato e sbattendo mani e piedi ha attirato l’attenzione del cane e io sono potuta scendere. Ritornare a casa è stata un’impresa. Avvertivo un forte formicolio alle gambe”.

Ribadendo che il problema non è il cane in sé, ma la crescita del fenomeno del randagismo, si vuole invitare, chi di dovere, a prendere delle misure adeguate.

3 Replies to “Problema serio o paura infondata? (di Elisabetta Cipolla)

  1. Ho visto spesso cani randagi nei pressi dell’Unical. Per chi ha la fobia dei cani diventa un vero e proprio problema. Spero che non venga sottovalutato!

  2. Credevo fossi la sola ad aver notato quei randagi! Anch’io ho avuto paura spesse volte,ma per fortuna mi è andata sempre bene!

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