CULTURA Politica UNICAL

Proposte per reinventare le città, docenti e architetti a confronto

Nelle aule della Scuola Superiore di Scienze delle Amministrazioni Pubbliche-UniCal sì è svolto – il 19 aprile 2018 – un seminario sulle tematiche della “rigenerazione degli spazi delle città” e del cd. “riuso degli spazi delle città” (re-cycle urbano). Il seminario si è focalizzato sulle problematiche, urbanistiche e giuridico-istituzionali, della “Rigenerazione urbana e urbanistica” e del “Consumo zero di territorio” nel quadro delle cd. “Strategies and policies for urban re-generation” che, nel contesto europeo e internazionale, sono da tempo al centro dell’attenzione della politica, delle istituzioni e delle Accademie e dei Centri di ricerca.
Come è noto, col termine “rigenerazione urbana” (urban regeneration) ci si riferisce tecnicamente a quelle azioni di recupero e di riqualificazione del patrimonio urbano-edilizio preesistente che riguardano, in particolare, le periferie urbane più socialmente ‘degradate’ o impoverite, nelle quali possono essere realizzati alcuni interventi che, perseguendo dinamicamente la riduzione del consumo di territorio, abbiano il fine di salvaguardare e potenziare la vivibilità degli spazi riusati/riciclati e con questi l’ambiente e il paesaggio urbano e naturale (i “luoghi” e i “non-luoghi”) puntando ad una urbanistica attenta alla eco-sostenibilità ed alla garanzia dei diritti di cittadinanza. A tali fini la rigenerazione di interi quartieri o di singoli edifici o spazi urbani è affiancata da interventi di natura cultural-sociale ed economico-ambientale, finalizzati ad un miglioramento della vivibilità degli spazi di vita e lavoro (qualità della vita, mobilità dolce, diritto ad ambienti salubri e verdi).
Le relazione al seminario si sono sviluppate a partire dal volume curato dai proff. Giuseppe Piperata, giurista, ed Enrico Fontanari, urbanista, dal titolo “Agenda RE_CYCLE. Proposte per reinventare la città”, Il Mulino, Bologna, 2017, volume che è stato pubblicato a valle di una ricerca nazionale (PRIN 2010-2011) di natura interdisciplinare che ha coinvolto giuristi, economisti e urbanisti di numerose università ed è presentato e discusso in varie città ed atenei.
La prime due relazioni (la relazione di Giuseppe Piperata e quella di Federico Guzzi) hanno messo a tema rispettivamente la definizione degli attori, delle regole, delle azioni e delle proposte per la rigenerazione urbana in essere da un lato, e le problematiche del “contenimento del consumo di suolo” alla luce delle tecniche di rigenerazione urbana e di valorizzazione dell’esistente dall’altro lato.
Piperata ha argomentato che la rigenerazione degli spazi e dei beni pubblici abbandonati o inutilizzati (edifici pubblici, beni confiscati alle mafie, strade, ferrovie e aree ferroviarie, capannoni, centro commerciali dismessi, parchi urbani, caserme, immobili diroccati, ecc..) costituisca oggi, anche alla luce delle interessanti esperienze in atto, in Italia, una nuova funzione amministrativa per le amministrazioni locali nel contesto del sistema amministrativo europeo e delle attuali politiche europee di coesione di sviluppo sostenibile. Nel suo intervento ha esposto anche le vicende dell’abitare illegale, dei movimenti delle cd. Social street in Italia e nel mondo, e della spinta dei movimenti nelle azioni di “rigenerazione urbana dal basso”.
Guzzi ha ragionato sul cd. “consumo di suolo zero” e di come la legislazione italiana, al livello nazionale nazionale e regionale, stia da tempo perseguendo questo obiettivo europeo pur tra luci ed ombre, con alcune regioni che fanno da apripista e da faro per le altre (ad esempio la Regione Toscana che ha riformato la sua strumentazione urbanistico-pianificatora anche alla luce delle teorie e delle pratiche del genius loci e della ‘Società dei territorialisti’).
L’ultima relazione è stata svolta dal prof. Domenico Passarelli, docente di Urbanistica presso la “Università Mediterranea” di Reggio di Calabria (Dipartimento di “Patrimonio, Architettura e Urbanistica”), e Presidente della Sezione regionale dell’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica). L’urbanista cosentino, sviluppando i profili tecnici della pianificazione urbanistica e territoriale e dei vari strumenti di interventi di rigenerazione urbana, ha tratteggiato gli estremi del quadro delle politiche nazionali ma anche della situazione calabrese dal punto di vista normativo e pianificatorio (zonizzazione, perequazione urbanistica, partecipazione alla decisone, e stima dei valori urbani).

Il seminario è stato organizzato in collaborazione tra la Sssap-UniCal e l’Ordine provinciale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Cosenza.
Il Comitato scientifico del seminario ha proposto poi una libera discussione sul tema a partire dalle tre relazioni-base. La discussione sì è sviluppata a partire dalle tematiche generali della rigenerazione sociale e urbana delle periferie e dei centri storici per poi soffermarsi su specifici aspetti del governo del territorio calabrese (PRG/PSC, Piani Associati, Fusione dei comuni, Piani complessi, PRU, Contratti di quartiere, aree costiere e “turismo delle seconde case”, Ponte di Calatrava, ed altri…). Negli interventi e nella discussione è emersa con evidenza la connessione tra tutti i profili della rigenerazione urbana (dal basso e dall’alto) e le condizioni di piena vivibilità delle città e dei paesi italiani, in molti casi colpiti da degrado, da abbandono e da spopolamento, nonché da creazioni di periferie sociali nelle quali si attiva il fenomeno che deriva dalla “teoria delle finestre rotte” (diffusi vandalismi, micro-crininalità, rivolte espresse e conflitti striscianti) nella cui casistica può inquadrarsi la attuale situazione di porzioni dell’area urbana (e ora dell’Università della Calabria).
Sul centro storico di Catanzaro è intervenuta Daniela Palaia descrivendo come la attivazione e la spinta partecipativa e sussidiaria dei Comitati per la città troppo spesso incontri il muro delle competenze e delle inerzie della macchina amministrativa comunale (a Catanzaro, a Cosenza, come in tante altre città, che pure avrebbero sostanziali patrimoni culturali nascosti o semi-abbandonati).
Sui temi ambientali dei controlli e delle valutazione costi benefici è intervenuto l’economista Matteo Oliveri che ha segnalato come in regioni come la Calabria la strumentazione partecipativa e collaborativa pubblico-privato soffra di troppi ritardi e di diffuse illegalità (in alcuni casi collegate alla criminalità organizzata) e come la stima economica sia sempre complessa se si introducono le variabili socio-ambientali (ad esempio nella VAS).
Angela Sposato, del Comitato per il centro storico di Catanzaro, ha segnalato poi il tema, troppo spesso ignorato, del “non-finito calabro” che costituisce – ad una osservazione attenta e laica della realtà – una specificità del territorio regionale che segna un raccordo stretto, affatto banale, tra profili estetici ed etici del fenomeno, sicché non sarebbe irrealistico tentare di approntare – per quanto possibile – un ‘governo della rigenerazione degli spazi’ per il quale nel concetto di paesaggio possa e debba essere ricompreso, con valori positivi, anche il “non-finito” (privato e pubblico) che è in Calabria ha proteiforme manifestazione a tutti note.
Tra i numerosi iscritti all’Ordine provinciale sono poi intervenuti, tra gli altri, gli architetti Potestio (referente dell’Ordine per la Formazione), Donato e Cavuoto che hanno segnalato le varie specificità che fanno del territorio meridionale e calabrese un proprium o un unicum, nel quale avviare e gestire professionalmente processi partecipativi ed efficaci di rigenerazione urbana e sociale sia una scommessa molto difficile eppure stimolante per tutti (per i professionisti, per le amministrazioni e per gli operatori privati).
Nella discussione tra i presenti, da tutti gli intervenuti, è stato espresso l’auspicio per il quale momenti di riflessione sulla rigenerazione attiva dei luoghi possono ripetersi nel futuro (negli atenei e nel territorio calabrese) in quanto la sensibilità per questi temi è sempre più diffusa anche al sud e “l’abitare i luoghi” e il gestire i conflitti “sui luoghi” è sempre più difficile per tutti ma sempre più essenziale per una cittadinanza piena e matura.

Walter Nocito
Comitato scientifico del seminario

FaC

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