Rende SOCIALE

Rende, il Tar boccia l’ordinanza del sindaco. Si torna a scuola

La “prudente soglia” del sindaco di Rende Marcello Manna non ha convinto neanche il Tribunale Amministrativo Regionale: l’ordinanza dell’Immacolata, quella con cui si disponeva la chiusura di tutte le scuole del territorio comunale fino al 22 dicembre, è stata bocciata. “Ritenuto che, nel loro insieme, gli elementi a disposizione del Comune non appaiono idonei da soli a far ritenere che gli istituti scolastici presenti nel territorio comunale costituiscano volàno di diffusione epidemica al punto di giustificare il ricorso alla radicale misura adottata dell’azzeramento di tutte le attività didattiche in presenza – scrive il Tar – accoglie l’istanza e sospende l’atto impugnato”.

Il ricorso era stato presentato da una parte delle famiglie rendesi all’indomani dell’ordinanza. I genitori avevano giustamente evidenziato come “gli istituti scolastici frequentati, comunque, non risulterebbero fino a questo momento interessati da contagi”. Naturalmente non tutte le famiglie sono d’accordo e molti si stanno già organizzando per non mandare comunque i figli a scuola. Ma nella sentenza, si ricorda al Comune di Rende tutta una serie di decreti, articoli, commi, in base ai quali le scuole non si possono chiudere se non in situazione di estrema emergenza: si cita, fra le altre cose, “il fenomeno, tutt’altro che marginale, del cosiddetto divario digitale, specialmente nelle regioni meridionali d’Italia”. Con l’entrata della Calabria in zona arancione (adesso si prospetta addirittura la zona gialla), la decisione è apparsa ancora più ingiustificata.

In particolare, sulla richiesta di informazioni inoltrata all’ASP di Cosenza circa l’andamento dei contagi, il Tribunale fa notare che: “anche a prescindere dal fatto che l’esito non viene riportato nel corpo dell’ordinanza impugnata, lo stesso non sembra essere valutato dal Sindaco in modo particolarmente allarmante, atteso che i dati forniti vengono considerati soltanto “al limite” di una prudente soglia di attenzione”. Da lunedì 14 si torna tutti a scuola, dall’infanzia alla terza media, sulla base di un principio indiscutibile che molti sembrano aver dimenticato in preda alla psicosi del virus: la scuola è un’istituzione fondamentale del nostro Paese e deve rimanere aperta come, e forse più, degli ospedali.

Daniela Ielasi

FaC

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