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Rende regina dei derby. Battuto anche il Cosenza

Finisce con un risultato inaspettato, una vittoria per 3-0 del Rende a Cosenza, l’atteso derby tra le due squadre e città separate dal fiume Campagnano. Un epilogo che fa gioire gli ospiti, che mettono il sigillo alla loro storica stagione, nella quale sono riusciti, oltre a numerosi altri risultati di prestigio, a battere tutte le squadre calabresi (Reggina, Catanzaro e Cosenza) senza perdere mai con nessuna delle stesse. Delusione profonda in casa rossoblù, con la società e la squadra fortemente contestate e uscite tra i fischi.

La cronaca. La partita inizia con un’ora di ritardo causa l’infortunio capitato all’arbitro Zanonato di Vicenza, costretto a dare forfait, sostituito con il collega Nicoletti della sezione di Catanzaro. Il Rende si schiera con il collaudato 3-5-2, il Cosenza con una sorta di 3-5-2 che in fase offensiva diventa 3-4-3. Mister Trocini si affida, in mancanza del cervello del centrocampo Laaribi e del motorino mancino Blaze, ad un undici abbastanza solido, con Vivacqua e Actis Goretta in avanti. Mister Braglia a sorpresa lascia in panchina il capitano Corsi, esterno destro di centrocampo, sostituendolo con il decisamente più offensivo Okereke, esterno d’attacco. Quest’ultimo si rende protagonista, suo malgrado, di un’incredibile occasione sciupata al settimo minuto, quando, su assist dalla sinistra di D’Orazio, tutto solo, da distanza ravvicinata, spara incredibilmente fuori. Il Rende si affaccia in avanti all’undicesimo, con un tiro cross di Marchio, sostituto di Blaze, finito sull’esterno della rete. La squadra ospite passa in vantaggio al quattordicesimo: contropiede e cross di Gigliotti, sponda di Franco per Rossini, destro che Saracco non trattiene, sulla palla si fionda in scivolata l’argentino Actis Goretta che insacca. Al ventunesimo D’Orazio, solo nell’area piccola, sciupa la palla del pareggio calciando fuori col sinistro. Insistono i padroni di casa che al trentottesimo si vedono respingere due volte nella stessa azione due pericolosi tiri di Tutino e Calamai dal portiere rendese De Brasi; sull’ennesima ribattuta arriva Okereke, il cui tiro viene deviato in angolo. Al quarantesimo il Rende raddoppia, cross in area respinto da D’Orazio, la palla arriva a Vivacqua, ne nasce un tiro sporco che si trasforma in assist per Viteritti che con un bel destro al volo infila Saracco. Al quarantacinquesimo palo esterno del Cosenza con Bruccini dalla distanza, ennesima occasione per i lupi.

Il secondo tempo inizia con una girandola di cambi, tra gli altri nel Cosenza entrano Loviso, Mungo e Perez. Il Rende, sulle ali dell’entusiasmo, è subito pericoloso in contropiede, mentre il Cosenza continua a cercare il gol in maniera a volte confusionaria, ne sono testimonianza la bella punizione dalla distanza di Loviso, al cinquantatreesimo, e il colpo di testa del centrale Dermaku parato dall’attento De Brasi. Sofferenza massima per i biancorossi sotto la spinta dei rossoblù e del pubblico di casa, alla ricerca del gol per riaprire la partita. Col passare del tempo i rossoblù si innervosiscono e sembrano accusare la stanchezza, ne risente così la manovra già a tratti farraginosa. Ne approfitta il Rende per chiudere la partita al settantatreesimo: lancio lungo dalle retrovie, il portiere Saracco è in vantaggio ma si fa ingannare dalla traiettoria e dal rimbalzo della sfera, ne approfitta così Gigliotti, che tutto solo insacca da posizione defilata. Il pubblico del Marulla perde la pazienza, fischiando e contestando sonoramente i suoi giocatori, riservando invece applausi per i biancorossi. La partita si trascina lentamente verso la fine, è apoteosi per i duecentoquaranta tifosi biancorossi, delusione cocente per quelli rossoblù.

Considerate le tante azioni gol prodotte dal Cosenza, la sconfitta di larga misura è da considerarsi eccessiva, ma quest’anno il Rende ha dimostrato di possedere grande sagacia tattica, un’ottima capacità di resistere a lungo alla pressione avversaria e una considerevole precisione nel colpire nelle azioni offensive. In sala stampa il tecnico rendese Bruno Trocini, tifoso del Cosenza, annuncia, con le lacrime agli occhi, l’addio alla squadra da lui plasmata in questi anni, in quanto considera terminato il suo ciclo alla guida dei biancorossi, riportati nel professionismo e fatti diventare una squadra temibile e ostica per tutti, in barba ai pronostici di inizio stagione. In casa Cosenza, a poco servono le scuse del direttore sportivo Trinchera e del mister Braglia. Il calcio si sa, è spietato. Per la compagine rossoblù ci sarà la possibilità di rifarsi durante i play off, spareggi promozione ai quali parteciperà anche il Rende, che avrà la possibilità di scrivere altre storiche pagine della sua società.

Luigi Pullano

Il tabellino.
COSENZA (3-5-2): Saracco; Idda (1’ st Corsi), Dermaku, Pascali; Okereke (5’ st Mungo), Bruccini, Palmiero (5’ st Loviso), Calamai, D’Orazio; Baclet (5’ st Perez), Tutino. A disp.: Zommers, Boniotti, Pasqualoni, Camigliano, Trovato. All.: Braglia.
RENDE (3-5-2): De Brasi; Sanzone, Cuomo, Pambianchi; Viteritti (31’st Godano), Gigliotti (43’ st Boscaglia), Franco, Rossini, Marchio; Actis Goretta (25’ st Ferreira), Vivacqua (43’ st Novello). A disp.: Polverino, Porcaro, Achik, Coppola, Germinio, Carbone, Ricciardo, Calvanese. All.: Trocini.
ARBITRO: Nicoletti di Catanzaro.
MARCATORI: 14’ pt Actis Goretta (Rende), 40’ pt Viteritti (Rende), 28’ st Gigliotti (Rende).
NOTE: Spettatori totali 3484 di cui 240 tifosi ospiti. Ammoniti: Cuomo (R), Viteritti (R), Idda (C), Bruccini (C). Angoli: 5-2. Recupero: 1’ pt, 3’ st.

FaC

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