POLITICA Salute

Sanità, a Roma sindaci calabresi uniti contro debiti e commissari

Mentre una regione intera aspetta di sapere il nome del prossimo commissario alla sanità, oggi a Roma si sono dati appuntamento circa duecento sindaci calabresi su quattrocento (scelta presa per garantire le norme anti-Covid19), per essere ricevuti dal Presidente del Consiglio Conte. L’iniziativa, o per meglio dire la protesta, è nata da Anci Calabria – l’associazione Nazionale dei Comuni – che ha pensato ad un sit-in statico di fronte a Palazzo Chigi, ricevendo subito il sostegno dei sindaci dei cinque capoluoghi di provincia. L’obiettivo è quello di sbloccare la situazione sanitaria in Calabria, che negli ultimi tempi ha fatto rumore a livello nazionale per via delle rinunce che si sono succedute con rapidità disarmante da parte dei commissari designati (ultimo Eugenio Gaudio che ha rifiutato per problemi familiari).

Un problema, quello della sanità, che non nasce ora, perché nel corso degli ultimi dieci anni di commissariamento in Calabria sono stati chiusi circa 18 ospedali funzionanti, ospedali che oggi, probabilmente, sarebbero stati d’aiuto nella lotta contro il coronavirus, e forse avrebbero permesso di evitare ai cittadini calabresi questo secondo lockdown. Infatti quello che i sindaci vogliono chiedere al Governo è non solo la riorganizzazione del sistema sanitario territoriale, ma anche il superamento del commissariamento tramite un abbattimento del debito storico del settore – così come già fatto con altre emergenze – la nomina di altro personale medico e l’incremento di posti letto in terapia intensiva, progetto che sarebbe già dovuto partire in estate.

“I contagi aumentano, le aziende sanitarie territoriali sono latitanti, la medicina territoriale è stata azzerata, gli ospedali sono al collasso perché le ASP non li hanno mai aperti e sono totalmente saltati i tracciamenti, in Calabria non esiste il contact tracing e senza non andiamo da nessuna parte, non è una questione di nomi – ha dichiarato il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà – ma di metodo, questo è il reale problema”. Per questo i sindaci propongono di emendare il testo del nuovo Decreto Calabria che prevede il commissariamento per altri due anni. Per la prima volta senza bandiere politiche, tutti con lo stesso obiettivo, si sono fatti portavoce dei propri territori, verso cui la classe politica nazionale ha dimostrato poca attenzione.

Annalisa Paviglianiti

(foto repertorio)

FaC

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