Lavoro Movimenti SOCIALE

Scuola e Università, i lavoratori delle mense chiedono certezze per il futuro

Stamattina in piazza 11 settembre a Cosenza c’erano anche gli operai de La Cascina, l’azienda che gestisce il servizio mensa dell’Università della Calabria, a manifestare insieme ai lavoratori delle mense, delle pulizie e dei trasporti, scolastici e aziendali. Sessanta in tutta Italia le manifestazioni indette da Filcams Cgil Nazionale, Fisascat Cisl e Uiltucs Uiltrasporti Nazionale.

Sono circa 80mila gli addetti (la metà – circa 39mila – solo nelle mense scolastiche) che dall’inizio di marzo, con il decreto che imponeva il lockdown per emergenza sanitaria, sono di fatto senza lavoro e molti senza reddito. Tre mesi senza stipendio per le responsabilità incrociate di aziende e Inps, numerose delle prime per non aver anticipato, in molti casi, gli assegni ordinari ai dipendenti, l’ente di previdenza per non aver ancora corrisposto le indennità che spettano loro. I lavoratori chiedono certezze per il futuro: poter riprendere a lavorare, esaurita la copertura degli ammortizzatori sociali previsti dall’emergenza Covid19, oppure il prolungamento della copertura fino a fine anno, nel caso in cui non si potesse tornare a lavoro.

All’Unical gli operai stanno rientrando a turno, per assicurare il servizio di una sala mensa, riaperta dal 15 giugno, e del bar delle Maisonnettes, riattivato da lunedì solo la mattina. Fino all’estate, ferie comprese, bene o male si riuscirà ad arrivare. Ma il vero punto interrogativo riguarda l’autunno, per il quale l’ateneo sta ipotizzando modalità di didattica mista con pochi studenti in presenza: se il lavoro non c’è, il rischio per i lavoratori è il licenziamento.

r.f.c. 

FaC

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