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Scuole chiuse a Rende, ma il numero dei contagi è un mistero

A giudicare dalle decisioni del sindaco Marcello Manna, nella città di Rende i contagi da Covid 19 avrebbero raggiunto livelli così preoccupanti da indurre il primo cittadino a prendere provvedimenti drastici. Non si spiega altrimenti l’ultima ordinanza contingibile e urgente, emanata nel giorno della Festa dell’Immacolata, con la quale si dispone la chiusura di tutte le scuole fino al 22 dicembre compreso, vale a dire, fino a gennaio dell’anno prossimo. Eppure, a leggere bene l’ordinanza n.988, numeri non se ne trovano, si parla piuttosto di una generica situazione “al limite di una prudente soglia di attenzione”.

Tocca fidarsi a occhi chiusi del sindaco e della sua prudenza, oppure la cittadinanza ha diritto a conoscere, dati alla mano, la reale situazione in città? Se la gestione dell’emergenza fosse più trasparente da parte dell’amministrazione comunale, i cittadini non avrebbero ragione di protestare, poiché sarebbero più informati e coscienti del pericolo. Invece le critiche aumentano, anche perché è in gioco l’educazione dei ragazzi e il sacrosanto diritto allo studio, seriamente minacciato dalla didattica a distanza nonostante gli sforzi del corpo docente. 

La Calabria è zona arancione, quindi tutte le scuole dell’infanzia e di primo grado dovrebbero essere aperte. Anche con la zona rossa in verità le attività didattiche dovevano rimanere in presenza fino alla prima media, ma in quel caso il guaio lo aveva combinato la Regione Calabria che, con un’ordinanza ribaltata successivamente dal TAR, aveva disposto la chiusura. Mentre le scuole riaprivano (quasi) in tutta la Calabria, Manna emanava una prima ordinanza di chiusura “in via cautelativa” dal 3 al 5 dicembre, salvo poi prorogarla fino a fine anno. Questo apri&chiudi ha comportato un impegno organizzativo notevole per le famiglie, oltre a uno stress psicologico per i ragazzi che è incalcolabile. 

Ma torniamo alla “prudente soglia”. L’ultima comunicazione intercorsa fra Asp e Comune, per tramite dell’indispensabile consulente del sindaco all’emergenza Covid Pasquale Verre, risale al 7 dicembre. Dall’inizio della pandemia assistiamo a una comunicazione quotidiana a volte ossessiva da parte di alcuni sindaci con tanto di bollettino dei contagi: a Rende invece i dati forniti dall’Azienda sanitaria restano top secret. Legittimo allora il sospetto che, senza bisogno di scomodare alcun criterio scientifico, Manna e Verre si siano affidati al vecchio adagio popolare: “la prudenza non è mai troppa”. 

Daniela Ielasi 

 

FaC

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