Unical UNIVERSITÀ Zoom

Studenti positivi al Covid, le reazioni nel Campus fra paura e desiderio di normalità

L’effetto dei cinque casi positivi registrati fra gli studenti dell’Unical la scorsa settimana ha avuto ripercussioni immediate sulla flebile vita del Campus. La didattica in presenza, già erogata in misura ridotta, si va riducendo sempre di più: gli studenti non frequentano e i docenti scelgono di erogare solo a distanza. Nonostante i tamponi fin qui eseguiti sui contatti dei cinque contagiati siano risultati tutti negativi, nonostante il contagio non sia avvenuto all’interno delle aule dell’Ateneo, nonostante sia stata effettuata tempestivamente la sanificazione degli ambienti, la paura si è diffusa non soltanto tra coloro che rientrano nello stesso “gruppo classe” dei ragazzi, ma in generale tra tutti gli studenti. Questo emerge anche dagli umori che abbiamo raccolto proprio negli ultimi giorni: paura da una parte e, dall’altra, un forte desiderio di normalità.

Federica è neoiscritta al corso di Ingegneria Informatica. “Per questo mese ho scelto di seguire le lezioni da casa – ci spiega – perché negli ultimi giorni sono stati registrati casi Covid nell’università. Non sto vivendo bene questa esperienza perché mi piacerebbe seguire le lezioni in presenza e socializzare, ma allo stesso tempo ho paura di stare a stretto contatto con altre persone”. Da un lato c’è l’entusiasmo, la felicità di sedersi tra i banchi nelle aule dell’Ateneo e conoscere i colleghi, dall’altro lato c’è la paura di farlo. E’ per questo che anche coloro che avrebbero la possibilità di frequentare le lezioni in presenza, scelgono di non recarsi in università ma di seguire le lezioni registrate sulla piattaforma Teams. Tanti riferiscono della scarsa presenza di studenti in aula. Roberta, ad esempio, iscritta al corso magistrale di Scienze storiche, racconta: “Il mio è un corso di circa 25 persone e più della metà ha deciso di continuare solo online. A seguire le lezioni in presenza siamo all’incirca 3 o 4. Fare lezione per poche persone risulta noioso per noi che le ascoltiamo e soprattutto per i professori che si rivolgono ad un pubblico così ristretto. Sono abbastanza delusa e soprattutto non ho la stessa ebbrezza di quando era tutto normale”.

Al termine della scuola secondaria di secondo grado i ragazzi desiderano iscriversi all’università non soltanto per formarsi e istruirsi per il proprio futuro ma anche perché per fare nuove amicizie ed esperienze, crescere e condividere questo percorso di formazione con i propri colleghi. Purtroppo soprattutto per coloro che non hanno ancora avuto la possibilità di frequentare le lezioni in presenza queste aspettative sono state disattese. “Essendo del primo anno non mi sarei aspettata una cosa del genere”, si sfoga Alessia, matricola di Giurisprudenza. “Da quando ho iniziato i corsi – spiega la studentessa – non ho mai avuto il piacere di entrare in aula, né tantomeno di conoscere tutti i miei colleghi ed iniziare al meglio la “vita universitaria”. Ci troviamo davanti ad uno schermo cercando di seguire nel migliore dei modi le lezioni”. Nel suo corso di laurea gli studenti sono stati divisi in tre gruppi, in rigoroso ordine alfabetico: lei rientra nell’ultimo gruppo e quando l’abbiamo sentita non aveva ancora messo piede in aula.

Ma non tutti gli studenti sono dello stesso parere. E’ il caso di Maria, studentessa del primo anno di Scienze della Nutrizione, la quale nonostante le restrizioni dettate dalla pandemia riesce a “vivere” il campus. “Sto affrontando questa situazione abbastanza bene – afferma la studentessa – riesco a socializzare con i colleghi in quanto ho scelto di seguire le lezioni in presenza. A volte seguo online ma non ho riscontrato problemi”. Ognuno la vive a modo proprio, esprimendo pareri ed emozioni differenti, a volte anche contrastanti. C’è solo una cosa che accomuna tutti: il desiderio di tornare alla normalità.

Marica Tallarico

FaC

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