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Il teatro al cinema. Camilleri nei panni del mitologico indovino Tiresia

“Chiamatemi Tiresia”. Andrea Camilleri ha vestito i panni del più famoso indovino della mitologia greca l’11 giugno scorso al Teatro Greco di Siracusa. Lo spettacolo, registrato difronte a un numeroso pubblico, è stato trasmesso in questi giorni nelle sale cinematografiche di tutta Italia, come quella del Citrigno di Cosenza.
Lo scrittore empedoclino nelle vesti di Tiresia parla in prima persona, raccontando la sua storia famigliare come noi la conosciamo dalla mitologia; le sue vicissitudini, come il famoso aneddoto sul Monte Citerone, dove Tiresia cambia sesso per punizione degli Dei. Camilleri è abilissimo a intrattenere il pubblico con la giusta ironia, usando frasi dialettali, o mettendo a confronto l’universo maschile con quello femminile. Non è mancata la battuta sulla politica italiana contemporanea, né la critica a diversi autori medievali con la loro smania di rispettare il “volere della Chiesa”.
L’opera risulta essere un viaggio di Tiresia nell’arco di tempo che va dalla sua nascita ai giorni nostri tramite la letteratura mondiale che, come ci fà notare lo scrittore, ha interpellato più volte il celebre indovino: nell’odissea di Omero, nella Divina Commedia del Sommo Poeta o più di recente nel libro “La chiave a stella” di Primo Levi.
Il padre del commissario Montalbano conclude ricordando con immensa gioia di aver scelto di vestire i panni di Tiresia proprio perchè entrambi condividono la medesima condizione di cecità: il primo a causa della sua avanzata età, 93 anni, il secondo per punizione di Era. “Da quando sono cieco vedo le cose più chiaramente” afferma, rivelando a tutti che lo scopo più intimo di questo spettacolo è provare a percepire cosa sia l’eternità per lui ormai vicina. E la scelta del luogo, le pietre eterne del Teatro Greco, non è stata casuale. 
Camilleri lascia il palco sostenuto da un pubblico calorosissimo, tutti in piedi a omaggiare lo scrittore e la sua opera con più di sei minuti di applausi.

Stefano Chiera

FaC

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