Cosenza CULTURA Teatro

Teatro Civile all’Acquario. In scena “Sangue dal naso” su Genova 2001

Una narrazione serrata, grottesca e documentata dei fatti accaduti a Genova durante il G8 del 2001. Fatti talmente tragici e irrisolvibili, bugie e perizie talmente assurde da sembrare quasi comiche. Realizzato a partire dal libro “Genova nome per nome” di Carlo Gubitosa, lo spettacolo “Sangue dal naso” di e con Andrea Maurizi (Teatro delle condizioni avverse), va in scena al Teatro dell’Acquario all’interno della rassegna “Teatro civile”, in una doppia data, sabato 21 (ore 20.30) e domenica 22 aprile (ore 18.00). 
La narrazione parte da lunedì 16 luglio 2001 e termina domenica 22 luglio 2001, con particolare attenzione alle giornate di venerdì e sabato, giorni in cui avvenne l’uccisione di Carlo Giuliani e la “perquisizione” alla scuola Diaz. Lo spettacolo è volutamente incentrato sulle polemiche che accompagnarono il rientro a casa dei manifestanti e sulle dichiarazioni che seguirono subito dopo il G8, “perché crediamo – spiega Maurizi – che la verità su Genova non debba essere cercata nell’esito (inarrivabile) dei processi ma sia una visione personale, una ricerca individuale. Racconteremo però di come quei rappresentanti delle forze dell’ordine e delle istituzioni, nonostante le accuse di violenza a loro rivolte, stiano continuando tranquillamente a fare carriera, facendone i nomi”.
Andrea Maurizi veste i panni di numerosi personaggi che sono stati protagonisti di quelle giornate del luglio 2001 a Genova. I personaggi scelti sono soprattutto figure legate al potere, al mantenimento dell’ordine e alle perizie. Il filo conduttore principale è una caricatura del commissario Montalbano, che indaga sulle vicende di Genova con l’ausilio di numerosi peluche. 
Lo spettacolo vuole svelare le differenze tra quello che la gente comune sa e quello che le vittime delle violenze raccontano, usando paradossalmente solo le parole contraddittorie del potere e i ragionamenti dell’attore stesso. “Non siamo gli scopritori della verità su Genova, ma vogliamo mettere lo spettatore nella condizione di chiedersi: che cosa è falso di quel che mi hanno detto?”

FaC

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