POLITICA

Un referendum che divide. Le ragioni del NO per i Giovani Democratici di Locri

In occasione del referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari del 20 e 21 settembre, i tantissimi circoli sparsi in tutta Italia dei Giovani Democratici hanno aderito a “NOstra” – il Comitato Giovanile per il NO al Referendum. Tra i GD aderenti al Comitato c’è anche il Circolo di Locri. “Ci siamo schierati a favore del NO – ci spiega Nicola Arcidiacono, studente di Giurisprudenza a Catanzaro e Presidente del Circolo (nella foto) – perché riteniamo che la riduzione del numero dei parlamentari snaturi una democrazia rappresentativa come la nostra”. Il taglio avviene fuori dal contesto di una riforma organica e riduce drasticamente la rappresentanza parlamentare di alcuni territori come la Calabria che perde il 35% dei deputati e il 40% dei senatori. “Lo scopo secondo noi – continua Arcidiacono – deve essere innanzitutto quello di rafforzare l’istituzione parlamentare, restituendole autorevolezza e funzionalità”.
Le posizioni dei vari Circoli dei GD a livello nazionale sono molto affini se non identiche tra di loro, questo a conferma del lavoro serio, organizzato e coerente che si sta sviluppando nelle varie sedi. “Pur mantenendo costante il confronto con tutti i livelli della nostra organizzazione giovanile – tiene a sottolineare il Presidente – il nostro Circolo opera in piena autonomia e la nostra posizione è frutto di un’ampia discussione interna, approfondita e completa”.
Il voto di domenica e lunedì sta creando molte divisioni, anche all’interno degli stessi partiti. Il caso dei GD è emblematico, poiché va in netta contrapposizione rispetto al Partito Democratico, di cui è figlio. “La differenza tra la posizione del PD e della sua Giovanile – spiegano i GD di Locri – nasce da due presupposti: da un lato la coerenza genuina dei giovani e la loro passione, dall’altro la consapevolezza che la mediazione tra forze politiche non possa e non debba snaturare la linea di un Partito”. In virtù di questo i Giovani Democratici hanno già espresso, in altre occasioni, posizioni referendarie opposte a quelle del PD in passato. “Sebbene comprendiamo la necessità di assicurare all’Italia un governo equilibrato e saldo in una fase storica complessa come quella attuale – chiude Arcidiacono – riteniamo al tempo stesso che un partito serio ed autorevole debba portare avanti proposte senza assecondare il M5S e senza peraltro aver ancora ottenuto le modifiche richieste dei Decreti Sicurezza, di Quota 100, tutto per garantire la stabilità di governo. Ha senso dunque sacrificare la rappresentatività sull’altare della stabilità? Noi crediamo di NO”.

Simone Calabrese

FaC

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