PRIMO PIANO UNICAL UNIVERSITÀ

Università riscatto del Sud. Assemblea Flc Cgil, il resoconto della prima giornata

La scelta di Cosenza per l’assemblea nazionale della Flc Cgil sul tema dell’università non è casuale. “Qualcuno ha detto che siamo qui perché io sono calabrese, io dico che siamo qui perché siamo coerenti”. Il giovane segretario nazionale dei lavoratori della conoscenza, Francesco Sinopoli, originario di Soverato, conosce l’Unical e la sua “bella storia” nonostante abbia studiato e lavorato fuori. La sua attenzione per l’università viene da lontano, da quando era coordinatore nazionale dell’Udu, Unione degli Universitari. Introducendo i lavori dell’assemblea del 23 e 24 gennaio in Aula Magna, Sinopoli cita Ruberti, ricordando la centralità dell’università e del Sud per lo sviluppo dell’intero Paese. Critica l’assenza di dibattito sull’argomento, licenziando come “spot” elettorale la discussione sull’università gratuita. Rimarca il divario crescente fra atenei del nord e del sud, peggiorato dal sistema di valutazione degli atenei. Ed infine, sulla questione del personale t.a., non risparmia critiche ai rettori in materia di rinnovi contrattuali, denunciando un “disinteresse totale”.

Il rettore Gino Crisci, al tavolo della presidenza per portare i suoi saluti, rimane impassibile. Con un’attenzione altalenante, il Magnifico seguirà i lavori dell’assemblea fino alla fine, affiancato dal direttore generale Mesiano. Non è l’unico rettore in sala: c’è anche la sua collega dell’Università della Basilicata Aurelia Sole e Massimo Carpinelli, dell’Università di Sassari. Ci sono delegati sindacali da tutta Italia, dalla Sicilia al Friuli, l’Unical è presente con i suoi dipendenti iscritti, alcuni docenti, pochissimi studenti. La sala si riempie, l’organizzazione è impeccabile, ma si comincia con un’ora di ritardo. Due le tavole rotonde previste nella prima giornata: “Sistema universitario nazionale e divari territoriali” e “Istruzione, Ricerca e sviluppo sostenibile”. Al microfono si alternano rettori, docenti e due studenti, Elisa Marchetti dell’Udu e Andrea Torti di Link. Assente Marco Mancini, capo dipartimento del Miur.
L’assemblea ruota tutta attorno al nodo della riduzione di risorse. Dal 2008 in poi, l’investimento pubblico nell’università è diminuito progressivamente e, seppure negli ultimi anni i tagli si siano ridotti, sono stati introdotti criteri premiali fortemente discriminatori proprio nei confronti del Sud Italia. “Il Mezzogiorno è il più ignorante d’Europa, quindi è necessario investire nelle università del Sud: negli ultimi dieci anni invece si è fatto il contrario”. L’intervento più applaudito è quello di Gianfranco Viesti, economista dell’Università di Bari e autore di un’importante indagine su l’“Università in declino”. Viesti punta il dito contro governi e ministri di diversi colori, compresi i tecnici Profumo, Carrozza, Giannini, “in evidente conflitto d’interessi”. “Si è andato molto oltre la legge Gelmini – denuncia l’economista – perché le decisioni sono state prese nella totale assenza della politica”. Il quadro dipinto è catastrofico: Viesti prevede che le università meridionali siano destinate a chiudere, come alcuni auspicano ormai apertamente. L’ultima dichiarazione – gravissima – è del presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone, per il quale “le università zavorra vanno chiuse”. All’Italia di Cantone, Viesti contrappone l’Italia di Andreatta, democristiano illuminato che scommesse sull’apertura di un’università in Calabria come molla per il riscatto dei giovani meridionali.
A concludere gli interventi della giornata è Mimmo Cersosimo, economista dell’Unical, o “economista artigiano” come ama definirsi. Paradossalmente è l’unico a tentare di scardinare l’ “accanimento economicistico” di cui soffre l’analisi dei temi sociali, compresa la crisi dell’università. Secondo Cersosimo, esperto dei problemi del Mezzogiorno, è il divario civile fra nord e sud che dovrebbe preoccuparci, non il divario economico. Detto in altre parole, dovremmo discutere della quantità e qualità dell’offerta formativa, della quantità e qualità della cittadinanza, a prescindere dalle condizioni economiche o di reddito. Qualità delle relazioni, qualità delle istituzioni. Importanti spunti di riflessione che però non avranno il tempo di essere ripresi. Sono già le otto: l’assemblea si aggiorna a domani. Si discuterà di “lavoro nell’università” con la segretaria generale Susanna Camusso.

Daniela Ielasi

FaC

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