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Videoarte, successo anche a distanza per la rassegna L’immagine Oltre

Quattro giorni intensi e partecipati dedicati alla videoarte. Un progetto articolato che ha unito studiosi e videoartisti nel confronto su di una forma di espressione poco frequentata, incuriosito i fruitori di altri linguaggi artistici ed emozionato amici e collaboratori nel ricordo affettuoso di una regista, Agata Guttadauro, che ha saputo cogliere e mostrare nelle sue opere la ventata di rinnovamento tecnico e linguistico che ha investito gli anni ’80. L’immagine Oltre, rassegna di video d’autore online, ha chiuso i battenti raccogliendo il plauso di quanti vi hanno preso parte e la soddisfazione di Ivana Russo, ideatrice e organizzatrice del progetto, e del Circolo culturale I Cinepresi, che lo ha sostenuto.

Dal 6 al 9 dicembre, collegamenti quotidiani su contesti e percorsi della videoarte, a cominciare dall’excursus storico esplicitato da Valentini Valentini, docente di Arti Elettroniche e Digitali alla Sapienza di Roma, anche curatrice del libro Bill Viola, testi e conversazioni 1976-2014 (da cui è tratta la foto di Kira Perov in copertina), sul quale si è confrontata con Vincenza Costantino, studiosa di Pedagogia e Arti performative, e Francesco Spampinato, storico di Arte Contemporanea all’Università di Bologna, durante la prima giornata della rassegna. Una ricerca sulla mappatura e archiviazione della video arte in Italia, realizzata in collaborazione con l’Università di Udine e La Sapienza di Roma, alla base della selezione degli artisti calabresi, alcuni noti in ambito internazionale, che hanno preso parte alla rassegna portando opere ed esperienze nel dialogo con docenti e ricercatori.

Calembour (Laura Migliano, Giorgia Petri), Orazio Garofalo, Giuseppe Colonese, Antonio Trimani, Lino Strangis sono stati al centro del dibattito sul video d’autore attraverso la conversazione con Sonia Golemme, docente di Teoria e tecnica del linguaggio audiovisivo all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, nella seconda giornata di L’Immagine Oltre, mentre Alessandro Fonte e Shawnette Poe, {movimentomilc} (alias Michele Tarzia e Vincenzo Vecchio), Elisa Bellantoni e Dehors/Audela (Salvatore Insana ed Elisa Turco Liveri) hanno raccontato di sé alla storica dell’Arte Melissa Acquesta durante la terza giornata della rassegna, densa di presenze e contenuti.
Nello stesso giorno, infatti, Anna Pirri, assegnista di ricerca presso Università LUISS Guido Carli, ha relazionato sugli aspetti legali legati alle produzioni video e sui diritti d’autore, seguita dal racconto/confronto fra Alfredo Pirri, artista poliedrico, e Agostino Conforti, responsabile del laboratorio multimediale Unical, sulle sperimentazioni video negli anni ’80.

E poi, nella giornata conclusiva della rassegna, l’intervento di Dalila D’Amico, assegnista di ricerca all’Università La Sapienza di Roma, sul tema Produrre video nel Nuovo Millennio. Francesca Fini e Alterazioni Video, e finalmente l’atteso omaggio ad Agata Guttadauro, artista e intellettuale siciliana scomparsa nel 2019, figura fondamentale nel panorama artistico italiano per le sue collaborazioni con i maggiori esponenti della postavanguardia teatrale italiana.
Il ricordo affettuoso degli amici Gioia Costa, Beppe Gaudino, Mariola Mandolini, l’intervento introduttivo di Carlo Fanelli, docente di Discipline dello Spettacolo all’Università della Calabria, e le testimonianze di Luciano Pensabene, direttore artistico di Verso Sud Festival del Cinema Mediterraneo, e Agostino Conforti, seguite dalle proiezioni di alcuni dei suoi lavori più significativi, ancora oggi straordinariamente poetici e innovativi, provenienti dal Fondo Agata Guttadauro e conservati e digitalizzati da CSC-Archivio Nazionale Cinema Impresa di Ivrea.

“Un primo esperimento questo dell’Immagine Oltre – spiega Ivana Russo (nella foto) – che doveva avvenire in presenza, al Museo dei Bretti e degli Enotri di Cosenza e che, nostro malgrado per le restrizioni dovute all’emergenza covid e alla chiusura dei musei, abbiamo deciso con una certa resistenza iniziale di trasportare sulla piattaforma online. Un’esperienza nuova in cui ci siamo voluti mettere in gioco, che ha avuto i suoi risvolti positivi in termini di visualizzazioni e interazioni, ma ci ha lasciato anche un senso di frustrazione per quello che generalmente queste occasioni di confronto dal vivo riescono a creare, il senso di comunità, di relazioni che si instaurano al di là del semplice intervento. Mi auguro perciò di ritornare nuovamente ad occupare gli spazi deputati, siano essi musei, gallerie o quant’altro diventi luogo di condivisione reale ed emotivo e crescita personale e culturale”.

FaC

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