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Vite di Ginius, al PTU il nuovo spettacolo scritto e interpretato da Max Mazzotta

Za’ Popa è un’anziana signora di un villaggio calabrese dell’800, Nanni un venditore di scarpe nella Roma degli anni ‘60; Gianni è rinchiuso in un istituto per malati di mente in una città del nord Italia, Ginius lavora per il governo a capo di un reparto militare alla fine del secondo millennio, all’interno di un ipotetico e distopico futuro. Che cosa hanno in comune questi quattro personaggi? Per scoprirlo occorrerà andare a teatro a vedere “Vite di Ginius”, il nuovo spettacolo teatrale scritto, diretto e interpretato da Max Mazzotta e prodotto da Libero Teatro. Un viaggio lungo mille anni in cui l’anima di Ginius/Mazzotta si reincarna in quattro personaggi vissuti in epoche diverse, senza una vera soluzione di continuità spazio-temporale.

Dopo il successo del film “Freaks Out” di Gabriele Mainetti, in cui Mazzotta interpreta un personaggio chiave della storia, avremo l’occasione di apprezzare l’eclettico e visionario artista calabrese nel suo ambiente più naturale, il teatro. Lo spettacolo, che ha debuttato a luglio scorso al Campania Teatro Festival, andrà in scena a partire da martedì 30 novembre per quasi una settimana di repliche (fino a domenica 5 dicembre), alle ore 20:30 al PTU Piccolo Teatro dell’Unical.

“Lo spettacolo – spiega il regista – interseca due dimensioni del racconto e diversi stili linguistici. La dimensione soprannaturale è descritta attraverso i versi: un linguaggio poetico strutturato in canti di versi in rima alternata e canti in terzine dantesche a catena. La seconda parte utilizza un linguaggio in prosa più adatto al racconto di frammenti di vite vissute. Il ricordo è la fase più dolorosa, perché ogni vita ricordata è come se venisse vissuta in prima persona e allo stesso tempo osservata come fosse una terza persona”. Come il Sommo Poeta di cui quest’anno ricorre il settecentenario dalla morte, l’anima si ritrova nella barca di Caronte, da qui Ginius percepisce una misteriosa voce che lo aiuta ad andare oltre il tempo concepito dai mortali. Costretta a scavare dentro se stessa, l’anima di Ginius deve ricordare l’esperienza di alcune sue vite incarnate: un monito a ricordarci chi siamo stati per riconoscere chi siamo davvero.Storie dolorose, drammatiche, che il linguaggio di Mazzotta restituisce allo spettatore con una leggerezza pop che le fa comprendere nel loro significato più umano e universale. Corpo, suoni viscerali, musica, ma soprattutto il video, permettono al pubblico di vivere insieme al protagonista tutti i moti e gli stadi dell’ultraterreno.

Le repliche universitarie dello spettacolo, realizzate grazie alla collaborazione con il Cams, sono inserite all’interno delle “Celebrazioni per il settecentenario della morte di Dante Alighieri” ideate, curate e patrocinate da DiSU Dipartimento di Studi Umanistici. I biglietti hanno un costo di 10€ intero e 5€ ridotto (studenti di ogni ordine e grado, universitari con libretto) e possono essere acquistati direttamente a Teatro la sera stessa dello spettacolo o in prevendita da Agenzia InPrimaFila a Cosenza e al Bar Ventimiglia dell’Università a Rende. La biglietteria del Piccolo Teatro UNICAL sarà aperta ogni giorno di repliche dalle 18.30 in poi.

(© Campania Teatro Festival – Ag. Cubo – ph. Guglielmo Verrienti)

r.f.c.

FaC

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