Europa Giovani MONDO Zoom

Volontariato europeo in Calabria, Timo e Iratxe: “Esperienza formativa indimenticabile”

Timo e Iratxe sono due volontari del Corpo Europeo di Solidarietà che hanno già concluso la loro esperienza di volontariato in Calabria, a Rende, presso l’associazione culturale Entropia Aps. Per dieci mesi hanno prestato servizio nell’ambito del progetto “No Borders Citizens” e da poco hanno fatto rientro nei loro Paesi d’origine, rispettivamente Germania e Spagna. Raccontare la loro storia può servire da stimolo per altri giovani, affinché approfittino dell’opportunità offerta da questo bellissimo programma europeo destinato agli under 30.

Entrambi dopo aver concluso i propri studi cercavano una nuova esperienza all’estero e grazie al Corpo Europeo di Solidarietà hanno potuto vivere una nuova avventura, formativa sia sul piano delle competenze che su quello umano. “Ho sempre voluto fare volontariato all’estero – racconta Iratxe – ma non è sempre facile trovare progetti. In quel momento ho scoperto l’esistenza del Corpo europeo di solidarietà, uno dei modi più semplici e migliori per i giovani di partecipare a un progetto di volontariato in Europa, ed ho trovato il progetto che meglio si adattava a ciò che volevo fare: integrazione sociale e culturale di richiedenti asilo, rifugiati e studenti internazionali”.

Durante i loro dieci mesi di servizio i volontari si sono cimentati in diversi ambiti, dalle attività quotidiane di front office multilingue, all’organizzazione di attività individuali e di gruppo, alla comunicazione e promozione su social, radio e giornale. “Grazie a questa esperienza – come loro stessi raccontano – abbiamo avuto l’opportunità di imparare moltissime cose, come: organizzare un Festival, gestire una trasmissione radiofonica, strumenti di editing immagini e video, promozione sui social media, realizzare e gestire attività e progetti”.

Ma la cosa che più rimane in questa tipologia di esperienze sono le persone che incontri e i legami che si costruiscono con essi e con i luoghi, infatti a riguardo Iratxe racconta: “di tutta l’esperienza, ricorderò sempre le persone che ho incontrato che hanno reso la mia esperienza in Italia indimenticabile, e anche se la Calabria è un posto poco conosciuto, rimane uno dei posti più belli in cui sia mai stata”.

Le sfide con mancano sicuramente, come quella con cui si è dovuto confrontare Timo. “La mia sfida più grande durante il progetto – ricorda – è stata imparare una nuova lingua da zero, dato che non avevo alcuna conoscenza dell’italiano. Nonostante le difficoltà ho trovato sempre persone disposte a insegnarmi pazientemente e ad aiutarmi in molti modi. Con il loro supporto sono riuscito a comunicare decentemente in italiano”.

Esperienze come quella del Corpo Europeo di solidarietà sono in grado di motivare giovani a partecipare attivamente in un contesto diverso dal proprio, e molte volte a creare legami forti da cui è difficile staccarsi. Lo dimostra il fatto che al termine dei sei mesi i due volontari hanno chiesto di rimanere anche per la seconda parte del progetto. “Il progetto per noi doveva durare sei mesi, ma l’esperienza è stata così bella e arricchente che abbiamo chiesto di rimanere per la seconda parte. Alla fine, restare così a lungo è stata la decisione migliore”.

Il progetto, concluso il 14 aprile, aveva l’obiettivo di accogliere, includere, guidare e integrare le comunità internazionali in Calabria e, in particolare, gli studenti internazionali iscritti all’Università della Calabria e i giovani rifugiati nei Centri di Accoglienza (Centri di Accoglienza Straordinaria – CAS) limitrofi, attraverso l’organizzazione di attività interculturali, per formare nuovi giovani al volontariato e al valore europeo della solidarietà, stimolando l’attivismo e la partecipazione e avvicinando giovani con minori opportunità al mondo associativo. Nell’ambito dello stesso progetto è stato realizzato il No Borders Festival che ha coinvolto altri 40 volontari provenienti da diversi Paesi e che ha visto impegnati anche Timo e Iratxe in attività di back office (selezione dei candidati, assistenza nella pianificazione delle mobilità, gestione festival, valutazione e rendicontazione).

Obiettivi raggiunti nonostante le difficoltà di quest’anno: in un 2021 segnato dal Covid e dalla crisi della mobilità, l’associazione Entropia APS ha continuato caparbiamente il suo lavoro affrontando nuove sfide e coinvolgendo tanti giovani del territorio, studenti e non, italiani, internazionali e rifugiati e richiedenti asilo. L’associazione adesso punta a mandare in Europa i giovani calabresi. Sui suoi canali social ha da poco pubblicato una call, Entropia farà da supporting organization a quanti vorranno cimentarsi in questa impresa. Non servono competenze specifiche, solo curiosità e voglia di mettersi in gioco.

Santo Astorino

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial