CALABRIA PRIMO PIANO

Zona arancione e nuovo commissario alla Sanità per la Calabria

La Calabria esce dalla zona rossa ed ha finalmente un commissario alla Sanità. Dopo tre settimane di passione, scandite da proteste di piazza nonostante i divieti, la regione tira un sospiro di sollievo. A partire da domenica 29 novembre, sarà attiva la “zona arancione”: liberi gli spostamenti all’interno dello stesso Comune, aperti i negozi, aperte materne e scuole fino alla terza media. Le università possono riprendere le lezioni in presenza per le matricole, ma si attendono decreti specifici da parte dei rettori. 

I calabresi non ci speravano: nella giornata di ieri si era diffusa la notizia che solo Lombardia e Piemonte erano in procinto di cambiare colore, nonostante anche in Calabria il famoso indice Rt fosse sceso al di sotto della soglia d’allarme. Poi la buona notizia, merito anche dell’ospedale da campo montato dall’Esercito a Cosenza: 40 posti letto Covid, tre di terapia intensiva e un laboratorio d’analisi per i tamponi, hanno contribuito ad alleggerire la pressione sulle strutture sanitarie. 

Ma la scelta è anche politica: fra una nomina fallimentare e l’altra, il Governo in Calabria si è giocato la faccia e l’ha persa. E’ emersa in tutta la sua drammaticità la lacunosa gestione commissariale dell’ultimo decennio, che ha pensato solo a tagliare i servizi territoriali al cittadino, incentivando di fatto la sanità privata o l’emigrazione sanitaria e aumentando di conseguenza il debito. La zona arancione è un invito alla distensione, un gesto di riconciliazione con una terra volutamente ignorata e ingiustamente penalizzata. Si vota l’anno prossimo e mai come ora la Calabria appare una regione contendibile.

La decisione del Ministro Roberto Speranza è arrivata di pari passo con la nomina (questa volta pare definitiva) del nuovo commissario alla Sanità, il poliziotto siciliano Guido Nicolò Longo (nella foto). In Calabria Longo era stato negli anni Ottanta a combattere la seconda guerra di ‘Ndrangheta, più di recente ha ricoperto l’incarico prima di questore a Reggio e poi di prefetto a Vibo. “Dopo un generale dei carabinieri, un superpoliziotto, come se in Calabria la sanità fosse una questione di ordine pubblico”, ha commentato più di qualcuno. Ma non dimentichiamo che le ASP di Reggio Calabria e di Catanzaro sono commissariate proprio per infiltrazioni mafiose, mentre il commissariamento per deficit riguarda Cosenza, Vibo e Crotone. 

“Ci mettiamo subito al lavoro al fine di garantire al nuovo commissario ad acta la massima collaborazione”, ha dichiarato il presidente facente funzioni Spirlì, per quanto il Decreto Calabria preveda di bypassare eventuali ostruzionismi da parte della Regione. Si attendono adesso le nomine dei subcommissari provinciali, oltre al nuovo Dpcm che, in vista del Natale, potrebbe cambiare le disposizioni su tutto il territorio nazionale, già a partire dal 3 dicembre.  

Daniela Ielasi

FaC

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