Avranno digrignato i denti sotto le mascherine, chi lo sa. Ma l’incontro romano fra Jole Santelli e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è apparso come un messaggio di distensione dopo settimane di confusione e preoccupazione. L’immagine della riconciliazione istituzionale fra Governo e Regione Calabria era un atto dovuto, per i cittadini calabresi prima di tutto, dopo la guerra che si è consumata a colpi di ordinanze, ricorsi e sentenze del Tar.
“Ho appena avuto un incontro cordiale e propositivo con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte – ha comunicato Santelli immediatamente dopo – Al centro della discussione la Calabria e le sue reali necessità. Abbiamo parlato di sblocco delle opere pubbliche, di sanità, di Fase2. Abbiamo parlato di una Calabria nuova, che ha grande voglia rilanciarsi, ripartire e stupire. Per questo ho chiesto un’attenzione particolare che purtroppo in tutti questi anni spesso è mancata. Dobbiamo recuperare anni di sviluppo mancato e dobbiamo farlo presto, anche attraverso una costruttiva sinergia tra Governo e Regione”.
Costruttiva sinergia, brava, le istituzioni dovrebbero agire esattamente così, per il bene dei cittadini. Poteva pensarci prima, ma non è mai troppo tardi. Adesso che la Calabria si prepara come tutte le altre regioni a gestire la Fase 2 in autonomia, a partire dal 18 maggio, per la giunta regionale arriva il vero banco di prova. Intanto ci sono le linee guida a cui rifarsi, senza pericolo di incorrere in multe e sanzioni: da lunedì riaprono bar e ristoranti e i cittadini saranno liberi di andarci. Aprono centri estetici e parrucchieri, ma è necessaria la prenotazione. Riprendono le celebrazioni religiose nelle chiese, ma senza il segno della pace. Si potranno andare a trovare gli amici e ci si potrà recare nelle seconde case. Per il resto bisognerà aspettare ancora un po’, anche per capire se la Calabria sarà in grado di ripartire davvero.
r.f.c.




