Alla riunione straordinaria del Senato di oggi pomeriggio non parteciperanno quattro senatori accademici, Raffaele Perrelli, Paolo Veltri, Claudia Stancati e Massimo Migliori. Ad annunciarlo apertamente alla comunità universitaria sono gli stessi docenti, firmatari di una missiva in cui esprimono “forte contrarietà alle recenti scelte del rettore, che hanno indebolito anche il sembiante della legittimità dell’operato della governance d’Ateneo”.
La riunione di oggi vede come unico punto all’ordine del giorno il parere sul bilancio consuntivo, che – fanno notare i senatori – “avrebbe dovuto essere discusso, dal senato medesimo, entro il 30 aprile 2018 secondo previsione statutaria e del regolamento per l’amministrazione e la contabilità. (…) Siamo davanti alla quarta riunione di senato straordinaria consecutiva nell’arco di 15 giorni (4, 11, 12, 19 giugno): in nessuna di queste 4 (quattro) convocazioni è stato osservato l’obbligo statutario di fornire giustificazione in merito a convocazioni pervenute appena tre giorni prima della data fissata. Appare evidente la strategia del rettore di eludere alcuni passaggi obbligatori, la fase delle interrogazioni, e di tentare di costruire maggioranze mirate a resistere neanche per la durata di una sola seduta ma di un solo punto dell’odg”.
I senatori puntano poi il dito sulla vera questione, che riguarda il Consiglio d’Amministrazione, attualmente sotto i riflettori, e non solo per la nomina di due nuovi membri. “I consiglieri d’amministrazione – si legge nella missiva – non hanno adempiuto gli obblighi loro in capo da Regolamento di Ateneo”: avrebbero dovuto infatti presentare al Senato sia una relazione programmatica all’atto dell’insediamento (in realtà, lo ricordiamo si trattò di una riconferma degli uscenti, ma il discorso non cambia, ndr), sia una relazione di metà mandato, a ottobre 2017. Nello stesso CdA siedono inoltre due rappresentanti degli studenti prorogati per via della sospensione delle elezioni. “Tale situazione espone a rischio tutti gli organi, essendo deboli quando non nulli i poteri dei rappresentanti prorogati ed essendo la materia stessa della proroga controversa sotto ogni profilo giuridico”. Uno dei due rappresentanti, in particolare, “è passato, senza colpo ferire, dallo status di studente a quello di dottorando (vincendo il concorso di ammissione al dottorato prima ancora di conseguire la laurea magistrale) e adesso a quello di membro prorogato”. Tutto questo, secondo i firmatari, mette “sotto ulteriore fortissima trazione le condizioni della legalità generale dell’Ateneo”.
r.f.c.



