In memoria di Luis Sepulveda, scrittore, compagno e se permettete amico
di Paride Leporace
Da Oviedo in Spagna è giunta la ferale notizia. Luis Sepulveda non è più.
Il giovane vecchio che scriveva romanzi d’amore e di lotta, la guardia del corpo del presidente Allende, il testimone della foresta amazzonica aedo di Chico Mendes, navigante contro le baleniere giapponesi, killer di sentimenti e l’autore di favole più letto dai giovani del nuovo secolo vola alto nel cielo come la gabbianella che tanto abbiamo amato.
Ero consigliere culturale dell’assessore alla Provincia di Cosenza quando a Torino rimasi impressionato dal fatto che incontrava personalmente a fine dibattito anche 800 lettori senza dimostrare nessuna distanza. Al tavolo della terrazza Martini con Kapuchinski, Raffaele Nigro e altri scrittori presi coraggio e grazie al suo agente italiano gli chiesi la disponibilità a venire in Calabria. “Non ci sono mai stato. Vengo volentieri”. Niente gettone. Solo le spese e un contributo a favore di una onlus sudamericana impegnata nella sostenibilità ambientale.
Parte la macchina da rendere compatibile con la sua agenda internazionale. Gianmichele Candelise disegna la locandina elegante con gabbianella e gatto. Iniziamo da Castrovillari in un teatro affollato di studenti. Donatella Laudadio gioca in casa, io sono emozionato ma tutto va per il meglio. Pranzo da Pinuccio Alia e ci sciogliamo alla grande con un menù da conservare. Luis loda gli stivaletti molto pop di mia moglie. Quelle scarpe le indossa ancora con la memoria e l’orgoglio estetico di quel plauso.
Poi a Rende altro dibattito pubblico in municipio e la sera si sale da Tonino Napoli da Pantagruel. Con me e mia moglie ci sono Eraldo Rizzuti ed Enzo Ferraro all’epoca assessori di Sandro Principe. Si parte in sordina ma poi le bottiglie continuano a crescere insieme a pietanze di pesce popolare e rivisitato. Tonino Napoli colto comunista va e viene dalla cucina e si siede spesso al tavolo. Rende Paese potrebbe anche essere una cantina di Santiago. I ricordi e le pagine dei libri si condividono con bellezza. Ferraro è lettore raffinato e robusto. Luis va in cucina si mette il cappello di cuoco, affila coltelli, fa paragoni culinari e si diverte con noi. Fratelli nella notte. Abbastanza ubriachi ci narra a fianco della grappa la favola del gatto Silvio con evidente riferimento a Berlusconi. Quel racconto un mese dopo sarà pubblicato dal Manifesto in prima pagina con la dedica “ai mie amici calabresi”. Ci aveva detto siete belle persone. Ci lascia un pensiero scritto autografo castigliano su un tovagliolo. Dedicato a nuovi amici incontrati in un meraviglioso “luogo d’incontro”.
A Cosenza un altro bagno di folla al cinema Citrigno. Sul palco con lui anche il sindaco Eva Catizone e il presidente della provincia Tonino Acri. A fine dibattito il solito vis a vis con tanti ragazzi e molti ammiratori. Poi la conclusione a Corigliano nel Castello nel pomeriggio. I saluti. Arrivederci Luis. Purtroppo resterà l’unica volta come spesso capita alle cose più belle della vita.
Un virus maledetto ti ha strappato al mondo. Ci hai insegnato che ricordare significa resistere. Continueremo a ricordarti e a leggerti. Noi che sappiamo amare, ridere, combattere non saremo mai sconfitti.
Luis Sepulveda per sempre.
Nonostante tutto: “Hasta la victoria companero del Sur”.
(Foto Mario Tosti)




