Unical UNIVERSITÀ Zoom

Vandali ancora in azione all’Unical, il sospetto di un “disegno preciso”

Il film si ripete all’Università della Calabria. Ignoti forzano gli ingressi e si introducono nottetempo negli uffici, vandalizzando tutto con furia cieca: porte, vetrate, estintori, armadi, oggetti. Era successo il 26 marzo al dipartimento di Farmacia, è successo dinuovo ieri notte, ai dipartimenti di Scienze Politiche e di Economia. Questa volta siamo sul ponte Bucci, segno che il problema non riguarda solo il “Polifunzionale terra di nessuno”, come alcuni si sono affrettati a scrivere una settimana fa. I “vandali” hanno usato probabilmente un piede di porco per aprire le porte tagliafuoco, chiuse a chiave, dalle quali si accede agli studi dei docenti. Le porte degli studi al secondo piano di Sociologia sono state sfondate tutte, sistematicamente, forse con calci o usando gli estintori, rotte le vetrate delle chiostrine, una con un estintore lanciato all’interno, una probabilmente a mani nude, visto che a terra ci sono tracce di sangue, il pavimento del corridoio ricoperto di polvere estinguente. Docenti e ricercatori hanno trovato questo scenario stamattina al loro arrivo, l’inventario non è stato ancora fatto, ma pare che non manchino all’appello troppi oggetti. Rubato sicuramente un videoproiettore, un computer, un mouse, altre piccole cose neanche di valore. E poi caos, disordine, armadietti aperti, computer spaccati, insomma danneggiamenti più che furti, e mirati più al patrimonio che alle persone. I carabinieri, allertati dai docenti, si sono recati sul posto per effettuare le prime verifiche del caso. Il rettore ha manifestato la sua solidarietà al direttore Francesco Raniolo, così come aveva fatto con il prof. Maggiolini, docente di Farmacia e membro del Consiglio d’Amministrazione. E poi la frase di rito. “Il rettore ha dato mandato al Direttore Generale di disporre l’aumento della sorveglianza nell’area interessata”. 
Il punto dolente è proprio questo: il sistema di sorveglianza. Sistema carente, a detta di molti, sia dal punto di vista della videosorveglianza, con telecamere malfunzionanti o non funzionanti su intere aree, sia dal punto di vista della vigilanza, ridotta a poche unità di personale nelle ore notturne. Negli anni il numero dei vigilantes è stato progressivamente ridotto, sia per motivi di budget, sia per mancanza di sufficienti benefici: a volte la funzione dei vigilanti si limita alla segnalazione di episodi già avvenuti, per questo la loro presenza non è apparsa così indispensabile. La verità è che si sarebbe dovuto assicurare nel contempo il funzionamento delle telecamere, ma così non è stato. Un mese fa, difronte ai primi atti di vandalismo, il rettore aveva annunciato un nuovo sistema di videosorveglianza in sostituzione del vecchio oramai obsoleto, ma sull’aumento delle unità di personale era stato molto chiaro: “il numero non può essere incrementato per mancanza di fondi”. E aveva aggiunto: “Dobbiamo capire se dietro queste azioni ci sia un disegno preciso”. Anche stamattina il sospetto più diffuso fra i docenti danneggiati era che gli episodi, ormai sistematici, non rappresentino semplici atti di vandalismo fine a se stessi, ma contengano un messaggio all’indirizzo dell’ateneo. Fatto sta che, dopo gli ultimi avvenimenti, il Consiglio d’Amministrazione sta vagliando un incremento del 20% della sorveglianza.

Daniela Ielasi

FaC

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