L’opera, prodotta dallo stesso Bollani e da La Corte Ospitante, si apre con le note del pianista nel buio della sala. Dopo pochissimo il disegno dinamico di luci, creato dall’artista Luigi Biondi, illumina l’essenziale scenografia: la parete interna di una casa, una porta sbilenca, due sedie rivestite di tessuto, un tavolino circolare e naturalmente un pianoforte. L’eretica regina Dada decide di abdicare al suo trono e di rifugiarsi a casa del suo maestro di musica. Taciturno e gentile il musicista la accoglierà in casa sua e ne asseconderà ogni richiesta, anche la più bizzarra, come quella di continuare a scrivere mentre suona. Il loro rapporto è la storia di una impossibilità di comunicare spezzata, non certo dalle parole, ma dalla musica di Bollani e di altri autori da lui interpretati. L’intreccio fra voce, suoni ed elettronica è curata da Francesco Giomi e dall’associazione Tempo Reale (fondata da Luciano Berio). Uno sguardo da fuori, vista l’assenza di un vero e proprio regista è affidata ad Emiliano Masala.
Il testo scritto a quattro mani da Bollani e Cenni rievoca vizi e gabbie mentali tipiche del nostro presente, quasi riusciamo a vederle. Le gabbie in questione, oltre quelle fisicamente in scena, sono quelle determinate da false e invalidanti credenze ormai strutturali del nostro pensiero. L’attrice e danzatrice ci mostrerà con le sue danze di luci, senza inutili parole, lo sforzo fatto da chi vuole liberarsi dalla sceneggiatura, dal copione preimpostato degli schemi culturali. “Via la sceneggiatura!” sarà il monito della voce fuoricampo che narra le opere del fantomatico pensatore Alain Gousmò.
L’ispirazione dadaista non trapela solo dal nome. Si sente forte in tutto lo spettacolo il bisogno di rompere con il passato, la ricerca della creatività, il rifiuto della logica e della ragione, “Smettiamola con la morte” dirà la regina. La ricerca della libertà è portata al parossismo, la regina con uno dei suoi ultimi provvedimenti, prima di abdicare, decreterà illegale il commercio di gabbie (mentali).
La Regina Dada, con le sue atmosfere sciamaniche e visionarie, ha segnato un altro prestigioso tassello nella stagione 2015/16 del Teatro Auditorium.
Gianbattista Picerno


