Circola in rete una traccia rap incisa da due studenti internazionali dell’Università della Calabria. “Next” è il titolo della canzone, perché il risultato di ogni successo o fallimento è qualcosa di nuovo a cui dobbiamo sempre dedicare impegno e passione. Mazen, studente al secondo anno di Scienze Politiche, e Agami, studente di Informatica del primo anno, due ragazzi egiziani rispettivamente del Haram e del Maa’di, arrivati in Italia nel 2012 per motivi di studio. Per loro all’inizio non è stato facile, non conoscendo la lingua, ma hanno superato con determinazione le difficoltà, lo testimonia proprio il loro brano ricco di contaminazioni culturali e linguistiche.
La canzone è stata scritta da Mazen e Agami registrata da Mr Salah nel mese di aprile, un laboratorio sperimentale che ha prodotto un testo, metà in italiano (scritto da Mazen) e metà in inglese (scritto da Agami). Il video è stato girato da Tito e i ragazzi, tutti studenti Unical, hanno scelto di girare quasi tutta la canzone nella zona dell’università, tra Polifunzionale, aula 18, piazza Vermicelli e anche la stessa casa dei ragazzi, al centro residenziale. Li abbiamo intervistati.
Il testo di Next è in parte in italiano e in parte in inglese, nessuna delle due è la vostra lingua madre. Cosa vi ha spinto verso questa scelta?
M. Quando sono venuto in Italia non parlavo nè capivo l’italiano e questo mi faceva innervosire troppo, per questo ho sfidato me stesso, voglio dire che dietro la scelta di cantare in italiano c’è un lungo percorso, impegno e determinazione. L’italiano è una lingua musicale e ci sono tante frasi e parole che fanno rima già di per sè.
A. L’inglese è la lingua che mi permette di esprimere al meglio le mie idee e di trasmettere la mia passione. Non saprei scrivere un testo rap in una lingua diversa dall’inglese e poi questo ci da la possibilità di arrivare ad un numero maggiore di persone.
Come avete scelto le location del video?
Abbiamo girato nel campus perché nel campus è dove viviamo e dove siamo diventati quello che siamo, questo è il nostro background. Vogliamo essere autentici, senza fingere.
Quando è iniziato tutto?
M. Il primo anno in Italia mi sono rotto una gamba, in quel periodo ascoltavo tantissimo e memorizzavo tante tracce rap che cantavo ai miei coinquilini quando tornavano da scuola, è stato così che ho capito cosa volevo fare.
A. Ascoltavo sempre rap, ma era il 2012 quando sono arrivato qui, ho vissuto il distacco dalla mia famiglia e dal mio paese, ho imparato a stare solo e gestire i miei spazi personali. Io e Mazen frequentavamo la scuola di Fuscaldo, e lì abbiamo fatto la nostra prima esperienza su un palco, al concerto di fine anno della scuola, qualcosa che non dimenticheremo.
Come è nata “next”?
Tutto è nato in maniera casuale o quasi, dalla voglia di fare e di mettersi in gioco. Il rap per noi rappresenta soprattutto una valvola di sfogo e il progetto nasce dalla nostra passione”
Che programmi avete per il futuro? Credete di restare qui?
Qui c’è tutto, tantissimo da vedere e vivere, ma le città si spopolano, tutti i ragazzi della nostra età se ne vanno altrove, dove ci sono più possibilità, e qui non rimane molto. Per quanto riguarda la musica stiamo già facendo un altro laboratorio per scrivere una nuova traccia che canteremo insieme.
Wanees Mousa




