Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento con il Premio Sila ’49. Il premio letterario, fondato appunto nel 1949, mira a far riscoprire l’amore per la lettura che rischia di diventare sempre più carente nel nostro Bel Paese. Il premio, dopo una lunga interruzione, venne reintrodotto nel 2012 e quest’anno, a detta degli organizzatori, “si preannuncia come l’edizione più bella di sempre” (nella foto la presentazione al pubblico).
La giuria, presieduta da Amedeo Di Maio (Economista, Università L’Orientale di Napoli), sarà chiamata a conferire i premi, divisi in tre sezioni. La sezione letteraria, con vincitrice uscente Antonella Lattanzi (Una storia nera), avrà un premio di 5000 euro. Lo stesso premio verrà messo in palio nella sezione Economia e Società dove l’anno scorso ci fu un ex equo tra Angelo d’Orsi, per la sua biografia “Gramsci”, e Vito Teti, per il suo saggio “Quel che resta”.
La sezione “Sguardo da lontano”, invece, avrà un premio di 2500 euro e nella quale nell’edizione 2017 trionfò John Dickie (Una catastrofe patriottica. 1908: il terremoto di Messina).
Tra i tanti partecipanti di questa edizione sono stati scelti i dieci finalisti, che con l’inizio dell’autunno hanno cominciato a presentare i loro romanzi nelle librerie di Cosenza. La prima a farlo, il 24 settembre scorso nella libreria Mondadori, è stata Sonia Serazzi che con il suo “Il cielo comincia dal basso” regala ai lettori, attraverso un diario romanzo della protagonista Rosa, un vero e proprio inno al Sud Italia. La Mondadori ha ospitato inoltre, il 12 ottobre scorso, un altro finalista. Si tratta di Marco Balzano che con il suo “Resto qui” narra la tenacia e il coraggio di Trina, maestra elementare sotto il fascismo che ha il coraggio di puntare i piedi, di scendere in strada a gridare le sue ragioni, di restare anche quando gli altri scappano. La libreria Ubik invece ha ospitato il 19 Ottobre Roberto Alajmo con L’estate del ’78, storia di un abbandono incolmabile, quello di una madre che lascia il figlio nel delicato passaggio alla maturità. Gli amici sempre sullo sfondo, vicini, ma non sufficienti di fronte al dolore di un abbandono inaspettato.
Alla Mondadori si è tornati ieri, per ascoltare Paolo Giordano (già vincitore del Premio Strega nel 2008 con “La solitudine dei numeri primi”), che ha presentato il suo romanzo dal titolo “Divorare il cielo”. Il libro scava fra l’irrazionalità di tre ragazzi e le crisi esistenziali di Teresa (la protagonista) alla ricerca di se stessa in quella parte di crescita che si chiama adolescenza.
Si continua oggi alla Feltrinelli, dove verrà presentato alle ore 18 “Sangue giusto” di Francesca Melandri: siamo a Roma nel 2010, Ilaria nel suo palazzo incontra Shimeta, un ragazzo di colore che dice di avere un padre mai conosciuto ovvero Attilio (fratello di Ilaria). In questo romanzo si narrano contemporaneamente i fatti della guerra in Etiopia e la dinamica dei rapporti familiari in Italia.
Infine, per chiudere le presentazioni di ottobre, Tiziano Scarpa presenterà il suo “Il cipiglio del gufo”, il 26 alla libreria Ubik alle ore 18. Il suo romanzo tratta la storia di Nereo Rossi, un radio-telecronista affermato con un grande bagaglio di parole e espressioni che sono state coniate per scrivere libri, anzi intere collane. Egli però viene colpito da una malattia degenerativa che, purtroppo, gli farà perdere l’uso della parola (la sua arma più potente).
Le presentazioni degli altri quattro finalisti sono ancora in via di programmazione.
Si tratta di Lia Levi, con “Questa sera è già domani”, viaggio nelle leggi razziali del 1938 con una vicenda di disperazione e coraggio realmente accaduta, ma completamente reinventata; Stefano Massini, che ne “L’interpretatore dei sogni” indaga sul quasi omonimo libro di Freud reinterpretandolo in una chiave inedita; altro finalista è “Trattato di economia affettiva” di Paolo Nelli, un libro che tratta il post boom economico degli anni Settanta visto tramite gli emigranti italiani; infine Davide Orecchio (“Mio padre, la rivoluzione”) che con una raccolta di racconti, ritratti, biografie impossibili e reportage di viaggio, narra la storia e il mito della Rivoluzione russa, dai protagonisti dell’ottobre 1917 (Lenin, Stalin e Trockij) a personaggi minori ma non per questo meno affascinanti.
Due dei dieci finalisti del Premio Sila sono stati inseriti, lo ricordiamo, nella cinquina finalista del prestigioso Premio Strega 2018: si tratta di Marco Balzano e Lia Levi.
Luigi Mazziotti




