Cosenza CULTURA Teatro

Una rassegna per divulgare la storia attraverso il teatro

“In Magna Sila” reading di e con l’attore Alessandro Cosentini (in foto), tratto dall’omonima raccolta di novelle di Nicola Misasi, ha avuto luogo nella sala Tokyo del Museo del Presente di Rende, sabato 27 ottobre scorso. Si tratta del primo di sei eventi in programma da qui alla primavera 2019, per la rassegna “Storia e storie. Narrazioni storiche in teatro”. Promotore dell’iniziativa l’Istituto per gli Studi Storici di Cosenza, il cui direttivo, rinnovatosi nella struttura interna e negli organi gestionali in questi ultimi mesi, ha deciso di inaugurare, nel solco della sua lunga e autorevole tradizione (dal 1970 ha dato vita a un considerevole numero di congressi, convegni e incontri di studio, oltre a mostre bibliografiche, cartografiche, documentarie e fotografiche), “un approccio più moderno e inclusivo allo studio della storia, utilizzando nuove forme di divulgazione e approfondimento”. Sala piena e grande partecipazione per questo primo appuntamento della rassegna – con il patrocinio del Comune di Rende e della Regione Calabria – a dimostrazione che la strategia di filtrare il patrimonio storico e la sua narrazione attraverso la lente dell’arte, in questo caso la recitazione e la mise-en espace teatrale, può realmente ridare nuova linfa all’interesse del pubblico verso l’indagine approfondita del nostro passato, gli autori che lo hanno raccontato in maniera sapiente e originale, e quelle vicende che inevitabilmente continuano a influire sul presente e possono persino fornirci preziose indicazioni su prospettive e direzioni che configureranno il nostro futuro più o meno prossimo.
È appunto il caso di Nicola Misasi, uno degli esponenti di quella scuola del verismo calabrese, o forse sarebbe meglio dire dell’ormai dimenticato romanticismo calabrese, così come ha giustamente precisato la professoressa Marta Petrusewicz – ordinario di Storia Moderna dell’Università della Calabria e di Storia dell’Europa moderna alla City University of New York, oltre che Assessore alla Cultura dello stesso Comune di Rende – nel suo appassionato e puntuale intervento introduttivo, dando una robusta introduzione teorica alla performance di Cosentini, bypassando il classico saluto istituzionale in veste di amministratore, per mettere i piedi nel piatto della questione storica vera e propria in qualità di addetta ai lavori.
Nei 45 minuti di una lettura avvincente e di grande atmosfera, l’attore Alessandro Cosentini ha percorso a volo d’angelo – mentre il pubblico osservava le suggestive immagini del “Grande Bosco d’Italia” proiettate alle sue spalle – alcuni dei temi più cari alla prosa di Misasi: gli interni familiari e l’ambiente calabrese dell’epoca, raccontato nei minimi usi e nelle consuetudini di famiglia; l’idealizzazione delle fanciulle, dalle quali non è estranea a volte una malcelata misoginia, certo segno dei tempi; il continuo accenno a credenze, a usanze,  a riti e a feste profane e religiose, che costituisce un vero e proprio documento etnografico. Le istanze umanitarie e sociali degli illuministi e le prime inquietudini socio-politiche espresse dal socialismo utopistico, sulla scorta della lezione del Manzoni riguardo una maggiore attenzione verso il mondo degli umili, e dei presupposti romantici, intorno all’arte, alla letteratura, alla funzione dello scrittore nella società. Ma è il paesaggio della Calabria, che con la Sila e le montagne minori, domina incontrastato le sue narrazioni.
Un paesaggio con il quale l’interprete della performance ha da sempre un legame indissolubile, essendo stato il nonno paterno Mario Cosentini, un pioniere del rilancio turistico della zona di Lorica nella seconda metà del secolo scorso. E infatti l’emozionante lettura non poteva che concludersi con un vecchio filmino di famiglia girato in super8 in cui vediamo lo stesso attore bambino zampettare in riva al lago Arvo tra amici e parenti ormai lontani in un suggestivo cortocircuito fra la Storia con la maiuscola e le miriadi di storie che inesorabilmente ne costituiscono il nucleo più vero e appassionante.
Prossimo appuntamento sabato 15 dicembre, sempre al Museo del Presente, con Manolo Muoio ed Ernesto Orrico che, accompagnati dal paesaggio sonoro live di Massimo Garritano, daranno voce al testo di Vincenza Costantino, “Sulle acque e sui rovi”, una poetica biografia (non autorizzata!) del patrono della Calabria, San Francesco di Paola.

r.f.c.

(foto Francesca Lena)

FaC

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